martedì 11 settembre 2018

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Antonio Giorgio

Mistico, misterioso, alchemico, epico, “Golden Metal: the Quest for the Inner Glory” è un album che sta ricevendo molti consensi positivi nelle recensioni delle varie testate giornalistiche di settore. Abbiamo finalmente la possibilità di soddisfare la nostra curiosità su tutto quello che lo riguarda con uqesta intervista al cantante, compositore e mente creativa del progetto, Antonio Giorgio.
Ciao Antonio, benvenuto su Secret of Steel. Sei uscito da poco con il tuo album di debutto “Golden Metal: the Quest for the Inner Glory”, puoi parlarci del progetto?
Ciao Carlo! Un saluto a te e ai lettori di questo bel sito di Metal che è Secret of Steel.
“Golden Metal(The Quest for teh Inner Glory)”è un album che ha avuto una lunga genesi,sia per quanto riguarda il songwriting che le registrazioni fatte principalmente a Novellara in provincia di Reggio Emilia,ma anche altrove per via dei vari musicisti che hanno partecipato al progetto.Tuttavia anche canzoni che erano scritte diverso tempo fa hanno subito vari ritocchi e rielaborazioni degli arrangiamenti.E’ un album che presenta al mondo la mia Visione peculiare della nostra amata musica,ispirata all’Alchimia e a artisti visionari come William Blake.E’ un concept ma diverso dal solito,perché nato e ispirato dalle atmosfere delle canzoni e non dai testi,anche se in effetti alcune linee guida della storia erano sempre presenti da quando scrissi vari anni fa alcune songs e il progetto si chiamava Human Gods come la seconda parte della Suite Finale”Et in Arcadia Ego”.Quello era il brano che dava il nome al progetto e ancora non avevo ideato il Golden Metal e ovviamente  la canzone stessa non era stata ancora scritta.La storia vede come protagonista il giovane musicista Gabriel Raven che è alla ricerca non solo della “Gloria Interiore”come recita il sottotitolo,ma anche del giusto riconoscimento della propria Arte e del giusto equilibrio nella propria vita privata.Probabilmente questa storia continuerà nel secondo disco più incentrato sulla voglia di Gabriel di realizzare i propri sogni,mentre in questa prima parte il suo è un viaggio più visionario e fantastico in un mondo immateriale,quello che si distende dietro il “Velo di Maya”della Realtà che occulta la vista di questo mondo alla persona “normale”che ha perso la sua capacità di vedere questo mondo “altro”e più ricco e  vasto con gli occhi e lo stupore innocente tipico del bambino che mai smette di sognare.
Che cos’ è il “Golden Metal” e cosa rappresenta per te?
Come dicevo è una mia libera creazione nata dall’associazione del Metal con l’Alchimia che è manco a dirlo “Scienza dei Metalli”.L’Alchimia era una forma sapienziale che si prefiggeva con le sue operazioni simboliche e materiali di trasformare il Vile in Nobile fino a giungere all’Oro Alchemico che è simbolo di Purezza e Regalità.Ovviamente io ne ho preso solo l’aspetto simbolico e metaforico,non credo all’Alchimia come Scienza o pseudo-tale,ma mi affascina come corrente filosofica e credo si adatti davvero bene al nostro amato genere che in effetti è la più naturale evoluzione del Rock(se vuoi la “Pietra Filosofale”),cosa che non tutti sono in grado di afferrare,specie i vari rockers di vecchia data.Un peccato,perché credo che Rock & Metal siano fratelli che appartengono alla stessa famiglia dove il Blues è il Padre e il Rock’n’Roll è la Madre,con vari “padrini”come la Classica o cugini come l’AOR,il Prog etc.Il Golden Metal è collegato a quegli artisti Metal che cercano davvero di romperne le barriere ma senza tradire la tradizione,ampliandola e inglobando al suo interno quanti più generi possibile.Un processo davvero”alchemico”che può rendere quasiasi cosa “nobile”,sotto una nuova luce più dorata.Per dire,magari non molti che ascoltano il Metal amano altri e certi generi,ma inclusi in esso diventa tutto più bello,come succedeva nel Prog degli albori che prima di cristallizzarsi in un qualcosa di definito era molto più aperto e fresco.Al di là di tutto è comunque anche un modo per essere originale in un mondo in cui non s’inventa più nulla e per fare qualcosa che guardi al presente e al futuro che dal  passato ne trae la giusta ispirazione,perché un passato per qualunque genere c’è sempre,non s’inventa nulla dal nulla.
L’ atmosfera del disco è molto magica, misteriosa, melodica e misticheggiante. Da dove trai l’ispirazione per creare queste composizioni?
Bella domanda! Direi che ci sono di sicuro componenti inconsce che nemmeno io so spiegarmi,che provengono dai recessi della mia anima e che tramuto in melodie,riff,testi e quant’altro. Ad ogni modo,senza andare troppo nel trascendentale che comunque è parte importante della mia Visione,direi che al di là della musica che è parte integrante e giornaliera della mia vita,molto Ispirazione giunge anche dalle mie letture sia di scrittori visionari come Clive Barker,Alan Moore,Neil Gaiman,E.A.Poe,H.P.Lovecraft,Stephen King,il nostro Tiziano Sclavi(il papà di “Dylan Dog”),Oscar Wilde,R.E.Howard,Michael Moorcock,Dennis Wheatley etc sia di mistici e poeti come Blake,Gibran,Byron,Baudelaire,Novalis,Shelly,Dante Alighieri,Tagore,Yogananda,Steiner e filosofi come Friedrich Nietzsche,Eraclito,Parmenide,Socrate e Platone.Anche il cinema è fonte di Ispirazione con registi come John Boorman,John Carpenter,Ken Russell,George A.Romero(RIP),il nostro Dario Argento,lo stesso Clive Barker o David Lynch e anche la Pittura e l’Arte Grafica m’ispirano molto e quindi pittori e illustratori come Gustave Dorè, Michelangelo, Jean Delville,Luis Royo,lo stesso William Blake etc.Ma in effetti è anche la vita e le mie esperienze personali o la natura a ispirarmi.Tutto può essere fonte inesauribile d’Ispirazione, l’importante è tramutarla in Creazione Artistica e in un qualcosa di unico.
Ci parli della tua “squadra”? I vari musicisti che ti hanno aiutato a realizzare questo debutto, com’ è stato lavorare con loro?
Mi piace molto il termine “squadra”,in effetti io stesso l’ho chiamato il”GM Team”! E’ stato davvero come essere il capitano di questa squadra di ottimi giocatori alcuni dei quali possono anche fregiarsi il titolo di piccoli campioni.D’altronde ho un passato adolescenziale di grande passione e attività in campo sia calcistico che sportivo e credo che quella passione l’abbia trasposta in musica scegliendo appunto il genere più energico e potente di tutti.A essere sincero non è stato sempre facile e automatico lavorare con loro,la cosa ha avuto le sue zone d’ombra soprattutto su certe decisioni e scelte improvvise di abbandono.Quindi come un coach ho dovuto provvedere anche a fare adeguati rimpiazzi e in alcuni casi devo dire che il tutto ne ha guadagnato,mi riferisco in particolare all’entrata nel Team di Luca Gagnoni degli Astral Domine(ora Veil of Conspiracy),un ragazzo dalle doti e dal talento davvero”dorati”,il Malmsteen italiano per certi versi e tra l’altro endorser manco a dirlo della “Gold Music”!Senza sminuire comunque il lavoro svolto da Enrico di Marco che con il suo stile più alla Van Halen e Steve Vai ha impreziosito non poco le composizioni più Heavy Rock e con il quale ho svolto varie sessioni di composizione e prove dei brani.Infatti spero che il suo sia un abbandono solo temporaneo.Comunque sono grato a tutti al di là di certi battibecchi che direi sono “fisiologici”quando si lavora ad un album come questo,ognuno ha lasciato il suo marchio personale e significativo,anche chi ha collaborato ad un solo brano.
Qual è stata la parte più impegnativa nella realizzazione di questo album?
Direi l’assemblaggio di tutte le parti varie registrate anche in diversi studi,quindi la fase di”montaggio”registicamente parlando.Il suono stesso dell’album ha subito varie modifiche e decisivo è stato il missaggio finale fatto con Dany All & Nicolò Bernini dei Fogalord e la masterizzazione a cura di Luigi Stefani degli ormai famosi New Sin Studio(dove hanno visto la luce i vari lavori di Vision Divine,Eldritch,Domine,Dark Moor etc).Quindi un sound anche tutto italiano per un album fatto esclusivamente con musicisti italici.Una cosa che mi piace rimarcare perché credo esista una via”italiana”al Metal ormai consolidatasi negli anni e che però non è provinciale o autoreferenziale. Avevo anche interpellato i costosi e super-noti Gatestudio di Sascha Paeth e Miro per il mix e il mastering finale,ma alla fine mi sono reso che ciò avrebbe tolto quel tocco “italian”di cui ti dicevo e magari avrebbe appiattito un po’ il risultato finale per quanto magari sarebbe suonato tutto più”big”. Ma credo che alla fine ciò che conta siano le Canzoni e il songwriting,la produzione è sempre un valore aggiunto.Nessuna grande produzione potrà mai salvare canzoni mediocri.E’ ciò che succede nella musica più commerciale dove canzoni modeste rivestite da una super-produzione diventano dei mega-hits.Lo Spirito del Vero Metal è anche in questa Ribellione(come avveniva un tempo) a questo stato delle cose.Una grande produzione può solo abbellire ciò che è  già bello di suo.
Anche l’idea dell’artwork di copertina è molto bella, è stata una tua idea? Ad osservarla bene ci sono molti elementi, cosa rappresenta?
Si è stata una mia idea,ma anche Gianluca Carlini ha fortemente contribuito alla riuscita del tutto e all’aggiunta anche di altri elementi via via che provavamo le diverse versioni(credo ben 9!).Abbiamo lavorato bene io e Gianluca e può essere che si lavori ancora insieme in futuro.Molto credo dipenda dal fatto che siamo entrambi musicisti e quindi ci si capisce al volo,anche perché entrambi siamo veri amanti del Metal.C’è stato un momento in cui Gianluca voleva quasi abbandonare per via delle mie continue “revisioni”,ma alla fine io stesso gli ho suggerito di non demordere e credo che il risultato finale appaghi sotto tutti i punti di vista. Abbiamo fatto qualcosa anche qui di fresco e nuovo.All’apparenza può anche sembrare la solita copertina Heroic Fantasy,ma di fatto è più qualcosa di Simbolico e Mistico. Infatti come dicevi ci sono vari elementi assemblati in una nuova armonia di simboli mistici e visionari presi da varie culture e religioni:si va dall’Occhio di Horus e l’Ankh  di egiziana memoria al Bifrost dei Corvi di Odino di vichinga memoria,allo Yin & Yang di cinese memoria e agli Angeli Custodi e al Cavaliere o Castello tipici dell’Epic Fantasy di stampo medievale.Per non parlare della back cover che ha elementi più Horror e Gotici come la Mietitrice e il Cimitero sullo sfondo di origine provenzale(che però ad una vista attenta ha l’Occhio di Horus impresso sulle mura,cosa quasi”eretica”),fino a cose più cristiane come l’Arcangelo Michele e Mont St.Michel collegate allo stesso.Il tutto ha un significato filosofico tipicamente blakiano e cito la frase del bardo:”Tutte le Religioni sono un’Unica Immaginazione”! Una versione in vinile dell’album o un earbook valorizzerebbe ancora di più tutto lo splendido lavoro grafico,altro valore aggiunto al disco.
Quali sono le tue due canzoni preferite dell’album e perché? Ho apprezzato molto “The Vision”, una canzone misteriosa e arcana, ce ne puoi parlare?
A dire il vero non ho preferenze nette sulle songs,ho cercato di fare un album dove ognuno potesse trovare la sua song preferita e dove ogni song avesse una sua indipendenza e bellezza,anche al di là del concept come dicevo in precedenza.Canzoni che non divagassero troppo in preziosismi tecnici e dispersivi come succede spesso nel prog o nel metal neo-classico e virtuosistico.Canzoni non banali,piene di dettagli che si rivelano anche dopo molto ascolti ma che fossero lineari e memorizzabili(e magari memorabili).La semplicità regale è come dice un mio amico è la più grande sofisticazione.Citi”The Vision”e ti dico che è una song molto esemplificativa in questo oltre che essere il brano dove il concept entra nel vivo perché Gabriel varca la soglia che divide il mondo reale da quello metafisico dei nostri Sogni e delle nostre Immaginazioni.Un luogo altrettanto reale con una sua mappa geografica fatta anche dalle grandi opere della Creatività e della Fantasia Umana,come nel romanzo di Clive Barker”Apocalypse” infatti l’Arte nella storia ha in sé il più grande potere che un umano possa possedere,perché grazie ad essa noi diveniamo sub-creatori simili al Grande Creatore o Grande Spirito che puoi anche chiamare Dio o Mente Divina.L’Artista crea Mondi che hanno una loro Realtà a volte anche più ricca e preziosa dell’incantenante mondo dei 5 sensi.L’Immaginazione o Visione Magica o Occhio Spirituale  è il nostro sesto senso,latente in ognuno di noi. Bisogna risvegliarlo! Di questo parla “The Vision”oltre che dell’amore sofferto e sfortunato di Gabriel per Annabel Hope,la sua anima gemella.E’ un brano dalla struttura assai particolare perché non ripete le sue parti se non nel ritornello.Molto prog in questo senso.In origine durava 7 minuti e c’è anche una versione di 12 minuti! Ma alla fine in soli 4 minuti e mezzo ho condensato in sé tutte le sue caratteristiche salienti,grazie anche all’aiuto di Enrico di Marco.
Come musicista, com’ è ascoltare la propria musica? Lo fai spesso?
Non tanto a dire il vero.Anche perché ho ascoltato i miei brani così tante volte che non ricordo nemmeno quante,specialmente durante le registrazioni e fasi finali.Però è stato molto emozionante ricevere il cd prima master e  poi finito con digipack,libretto e quant’altro e ascoltarlo in anteprima comodamente seduto in poltrona.Il bello è che ti sembra qualcun altro quello che sta cantando,ma è una sensazione assai piacevole a dire il vero se il tutto è stato fatto per bene. Quello è il momento della verità,nel quale puoi davvero tirare le somme e dire se il tutto è riuscito o meno secondo la propria Visione iniziale.Ma il bello è che spesso la Realtà stessa ci sorprende e si presentano altre sorprese non preventivate.Non si può controllare tutto,bisogna saper lasciarsi andare e rilassarsi. Il risultato finale di una qualunque creazione in realtà non è mai finito,uno potrebbe ridefinirlo e ricrearlo all’infinito,ma quando il disco è in vendita bisogna anche considerarlo la fine di un viaggio e godersene ciò che esso ha portato con sé per essere pronti a ripartire per una nuova e magari entusiasmante avventura.Questo è possibile quando l’Arte non è una commissione ma una vera e propria “missione”.
Quali sono le band che ti hanno ispirato nella tua carriera musicale?
Sono davvero tante! Sia bands che artisti solisti.In primis direi tutto l’Hard Melodico anni ’80 quando ero un ragazzino,dai Van Halen(e Van Hagar)agli Europe fino agli Scorpions,Dokken e bands minori(si fa per dire)come Baton Rouge,Shadow King,Survivor,Bonfire,Triumph,Loudness(con Vescera)etc ma anche bands più Rock come i Queen e gli U 2.Poi sono passato gradualmente al Metal vero e proprio grazie alla scoperta dei Black Sabbath e degli Iron Maiden,in assoluto le mie due bands preferite in ambito “Classico”.Specie i Black Sabbath di Tony Iommi nelle sue varie incarnazioni.I miei primi due albums sono stati”Black Sabbath”e”Heaven & Hell”grazie ad un amico più grande di me ed è stato amore a primo ascolto.Anche le carriere soliste di Ozzy,Dio,Alice Cooper,Yngwie Malmsteen,Bruce Dickinson e via dicendo sono stati molto importanti per la mia formazione culturale.Poi c’è stato l’avvento del Prog Metal con l’esplosione dei Dream Theater di”Images & Words”e ovviamente anche io ne sono stato molto colpito,sembravano una band di un altro pianeta,ma poi a lunga andare il loro virtuosismo auto-referenziale mi ha stancato così come quello del Prog in generale(anche Prog Rock che pure ho amato molto grazie a bands come King Crimson,Genesis,ELP ,Yes e Jehtro Tull,ma anche Van Der Graaf Generator,Atomic Rooster e i nostri Goblin,Le Orme,Il Balletto di Bronzo etc).Quindi ai Dream Theater post-Awake(e ai cugini Symphony X) spesso ho preferito i Queensryche e i  Fates Warning da un lato,e i vari Conception,Royal Hunt,Elegy,Vanden Plas,Ark,Beyond Twilight dall’altro.Ma quando ho scoperto i Virgin Steele e i Kamelot con Roy Khan devo dire di aver trovato il mio territorio ideale per la mai vocalità e ambizione sia a livello di composizione che di storie da mistiche e filosofiche da raccontare.David Defeis è un gigante della nostra musica e del Rock in generale,il suo stile compositivo e vocale è unico,può anche non piacere ma è indubbiamente originale e carismatico,sempre ispirato e immaginifico.I Kamelot con Khan sono stati molto importanti per me,specie nel periodo da “The Fourth Legacy”a”The Black Halo”perché mi hanno ispirato molto come aspetto epico rivisitato in un’ottica più sofisticata,moderna e anche gotica,che non trattasse solo di guerre,dragoni,spade e quant’altro,ma di argomenti universali come vita,morte,amore,misticismo etc.Cose più interessanti per il mio bagaglio culturale e umano.Ma ciò detto non ho nulla contro i vari Blind Guardian,Rhapsody etc,semplicemente quel tipo di Fantasy alla lunga mi stanca e non ha molto sostanza psicologica.Ho ascoltato nei miei anni formativi anche autori piuttosto impegnativi e lontani dal mio stile e dal Metal come David Sylvian ad esempio e molta Classica,specie Wagner,Mahler e Beethoven,e anche varie soundtracks come i già citati Goblin,Vangelis,Howard Shore,John Carpenter etc,ma alla fine il feeling particolare che si ha ascoltando un certo Metal ha avuto sempre la meglio,grazie anche a bands da culto come i Fifth Angel,Leatherwolf ,Manilla Road, Chastain, Warlord,Savatage,Crimson Glory,Candlemass,Memento Mori,Lion’s Share,Tad Morose e tante altre.Neanche l’estremo ho trascurato e devo dire che di recente ascolto anche molto White Metal e Christian Rock/AOR.
“Golden metal” potrà essere sentito live? Progetti futuri?
Lo spero davvero anche se non so quando e come.Molto dipenderà da cosa succederà con il secondo e decisivo album che credo sarà completato anche molto presto se tutto va secondo i piani,perché ho lasciato fuori da”Golden Metal”diversi brani,anche molto significativi come un’altra lunga suite divisa in quattro parti.Quindi spero di portare a termine più celermente questa seconda opera e nel frattempo anche fare se possibile qualcos’altro come qualche Tributo o qualcosa di simile. Essendo anche un semplice singer oltre che songwriter non mi dispiacerebbe nemmeno partecipare a qualche album solista di artisti nazionali e internazionali con i quali sono entrato in contatto negli anni o anche a qualche Metal/Rock Opera.
Grazie del tempo che ci hai concesso e per il grande album che è “Golden Metal: the Quest for the Inner Glory”. Speriamo di risentirti presto con il degno successore. A te le ultime parole.
Certo!!! Come detto sono già al lavoro per il follow-up di “Golden Metal”che spero sia all’altezza del suo predecessore se non ancora meglio.Sarà anche incentrato sull’aspetto magico dell’esistenza ispirato alla lontana anche da opere come “Promethea”di Alan Moore e”Imagica”di Clive Barker,ma più come filosofia di fondo che altro.Il leit-motiv sarà la realizzazione dei propri sogni nella dura realtà e su come non perdere la propria Visione Magica delle cose e del mondo,anche affrontando battaglie più spirituali e intellettuali con figure che si autoproclamano “profeti”di nuove teorie misteriche/mistiche.Il messaggio è sempre”segui il tuo Io più vero e puro”e non preoccuparti di ciò che la gente predica e ti dice di fare,che poi è il messaggio più bello del Metal in generale,quello di essere Libero e Indipendente. Voglio ringraziare Davide Arecco per la bellissima recensione,tu Carlo per questa bella e lunga intervista,tutta la redazione di Secret of Steel compreso Gianluca Carlini che ha davvero fatto un lavoro eccellente nell’aspetto grafico dell’album e della promozione e ovviamente i numerosi lettori del sito.Nelle liner-notes dell’album ho anche sottolineato come i migliori musicisti Metal sono come gli Antichi Cavalieri che imparando i “Segreti dell’Acciaio”hanno imparato a forgiare il loro Metallo Dorato e a combattere per esso contro i nemici della nostra musica che non sono pochi  e custodirne l’Eterna Fiamma Creatrice.Stay Metal & stay GOLDEN!
https://www.mixcloud.com/mmrradio/enter-the-metal-show-antonio-giorgio-cd-showcase/
Ospite  un anno fa (Halloween)al mitico programma Metal METAL MAXIMUM RADIO del  simpaticissimo DJ e giornalista Metal Mike! 2 ore e mezza di semi-delirio mistico,filosico & ironie varie.
Per chi riesce a sopportarmi :-D !!!
Stay Gold & stay METAL!
AG


http://giornalemetal.blogspot.com/2017/07/antonio-giorgio-intervista-allartista.html

ANTONIO GIORGIO - Intervista all'Artista

Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?
Innanzitutto ciao a te Maurizio e a tutti lettori di “Giornale Metal”. Il mio debutto discografico ufficiale “Golden Metal (The Quest for the Inner Glory)”è un album molto importante per il sottoscritto perché è un po’ il coronamento di un lungo percorso fatto di demo vari,provini internazionali di un certo livello,partecipazione al Tributo ufficiale dei Virgin Steele e un album autoprodotto di covers che qui appare nel secondo cd bonus della versione digitale dell’album,la “Golden Deluxe Edition”.E’ un concept,ma non nel senso classico del termine,poiché il plot è nato dalle canzoni e non viceversa e da come queste stanno in relazione tra di loro e il leit-motiv come indica il sottotitolo è la “Ricerca della Gloria Interiore”attraverso vari livelli:psicologici,emotivi e anche e soprattutto artistici,poiché il trait d’union è la metafora simbolica delle fasi alchemiche della albedo,nigredo e rubedo che trasformano i metalli vili in metalli nobili fino a giungere al Re dei Metalli che è l’Oro,da cui il mio “Golden Metal”che non solo è in relazione ovvia con il nostro amato genere,ma anche con l’Oro che risiede in tutte le cose dell’Universo e oltre.Quindi ognuno può leggere il tutto sotto una chiave personale e interpretativo del proprio percorso di vita e se vuoi anche “iniziatico”.

Come si è districata la tua formazione da musicista?
Fondamentalmente sono un autodidatta da sempre, ma il mio interesse musicale si è sviluppato molto presto da bambino in modo naturale e istintivo,ho sentito”la Chiamata”(come il breve brano strumentale “The Calling”)in particolare quando andai a vedere “Rocky IV”a 9 anni e sentii qualcosa mutare in me ascoltando quella musica epica e melodicamente forte e piena di emozione.E’ stata una specie di “Illuminazione”! Di lì in poi ho sempre cantato,formato i primi gruppetti e da adolescente il tutto si è ulteriormente acuito grazie alla prima passione per l’Hard Melodico e da classifica tipo Van Halen e Europe,per poi passare a Malmsteen,Queensryche,Black Sabbath etc e anche all’interesse per le grandi bands del Progressive Rock come Genesis e King Crimson.Ho poi ampliato le mie conoscenze musicali stia storiografiche che tecniche,mi sono sempre più interessato al canto e successivamente alla composizione in sé per sé e così sono giunto a nutrire interesse per così tanta musica differente da iniziare a produrre le mie prime composizioni e demo.In tutto questo la mia natura inclinazione al canto e all’interpretazione mi ha portato a provare per varie bands,prima italiche come Heimdall o Icycore,poi per le grandi bands internazionali grazie ad Internet come Lost Horizon,Adagio(ricordo ancora la chiamata di Stephan Fortè e la mia incredulità condivisa con il mio amico/partner Piero Sanacore),Dreamscape,Beyond Twilight,Tad Morose e soprattutto Royal Hunt,Conception e infine Kamelot e Fifth Angel. Non avendo concretizzato nulla, nonostante i complimenti ricevuti anche da importanti produttori come Tommy Newton (Helloween, Ark, Conception, Elegy etc),ho deciso di avviare il mio progetto solista dopo aver tentato di formare una band e “Golden Metal”è il risultato di un processo lungo diversi anni di tentativi e “reincarnazione”del progetto sotto diverse forme. 

Come hai scelto il titolo del disco?
Come detto il titolo si riferisce in primis all’Alchimia che è non a caso “Scienza dei Metalli”e poi al percorso artistico e spirituale,ma ovviamente c’è l’ovvia referenza al nostro genere,un tentativo se vuoi di metterne in luce gli aspetti più nobili e mistici. Il termine Heavy Metal non mi ha mai convinto del tutto perché sembra avere a che fare più con le motociclette o qualche “acciaieria”che con le mille sfumature e colori di questo splendida e importante manifestazione artistica della musica.Come dice Defeis,il Metal è un particolare linguaggio del vocabolario musicale e ha una sua identità e un carattere ben preciso che copre una vasta gamma di vibrazioni e espressioni dell’animo umano,da un grido barbarico e primitivo a qualcosa di più sofisticato e intellettuale.Infatti il “Golden Metal”si prefigge di essere quasi un “NON-GENERE”più che un sottogenere specifico come l’Epic,il Power,il Prog,il Gothic,il Symphonic etc E’ una Visione,una summa di tutto ciò che il Metal ha espresso negli anni e oltre,con occhio di rilievo alla parte più “Nobile”e ovviamente melodica del genere.

A cosa ti ispiri quando componi?
Alla Vita in generale e se vuoi anche a ciò che ci aspetta dopo,che chiamarla Morte forse è anche riduttivo,poiché a morire sembra che sia solo il nostro aspetto corporeo.Anzi credo che l’obiettivo vero di ogni Arte sia proprio quello di prepararci a ciò che viene dopo e quindi la più ispirata è quella metafisica,spirituale,mistica che però non deve perdere di vista il narrare ciò che siamo “Qui & Ora”perché è da questo mondo che possiamo intravedere ciò che sta “Oltre”e già attraverso le cose “terrene”.L’Immaginazione o Visione Spirituale e ciò che deve guidarci in questo complicato ma affascinante “processo”che rende la vita degna di essere vissuta. Quindi nella mia musica ci trovi principalmente questa tensione verso l’Aldilà,ma passando attraverso tutte le ricche esperienze che riguardano la vita emotiva e psicologica e anche fisica dell’Uomo,quindi la Ricerca dell’Amore Vero,del proprio posto nel Mondo etc
Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?
Come detto principalmente questa Volontà di Conoscenza e Trascendenza del Reale e anche di ciò che è normalmente etichettato come “Irreale”,ma che magari ti può svelare più profondamente ciò che sta “Oltre”.La Vera Arte non è mai compiuta e perfetta perché la Perfezione non appartiene a questo mondo,quindi essa deve suggerirti qualcosa che vibra in lontananza,da “Altri Piani”o Dimensioni dell’Esistenza.Penso che “Golden Metal”possa davvero portare l’ascoltatore,se intimamente coinvolto,su questi “Altri Piani”,è un Viaggio nelle profondità dell’Io Collettivo e Individuale,un Percorso Iniziatico che può portare davvero a trovare”L’Oro alla fine dell’Arcobaleno”come si vede nella copertina e nel lavoro grafico dell’album.Il Cavaliere è di spalle perché ognuno si può impersonificare in esso come “Colui che Cerca”e come si dice”Chi cerca Trova”. 
Come nasce un tuo pezzo?
Dipende,a volte canticchiando per strada nel mezzo di qualche lunga e solitaria passeggiata notturna(anche Beethoven componeva in questo modo),a volte provando dei “licks”di chitarra,altre volte immaginando riff e melodie o dopo aver letto/visto qualcosa. Non c’è una regola,l’Ispirazione è l’unica regola d’oro.Ho attraverso periodi di grandissima e ricca ispirazione e altri di totale assenza di essa,non credo alla musica composta a tavolino e progammata/progammatrica,alla lunga si sente che un album è artefatto e non genuino.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Sarà scontato,ma tutti i brani per me sono importanti perché ho cercato di fare un album nel quale non ci fosse un brano più bello e importante dell’altro,ogni brano e segmento ha il suo perché in quella determinata parte dell’album,non ci sono riempitivi e il bello è che la scelta finale della scaletta è stata cambiata più volte,ma alla fine mi sembra che questa finale sia la più giusta e equa per l’importanza di ogni brano.Certo”Golden Metal” è qualcosa di speciale perché è la title-track e perché è una specie di manifesto/inno della mia musica e visione artistica ed è diversa dal resto delle songs essendo più un brano dal sapore nettamente epico,può essere sia l’incipit che la chiusura del cerchio dell’album che ha appunto una struttura “circolare”sia come song in sé per sé che come parte del concept,perché termina con la sottoparte”The Eternal Quest”che si riallaccia al finale del plot narrativo.Sembra per certi versi slegata dal concept,ma in realtà ne rappresenta il punto focale.
Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?
Come detto l’Hard Melodico e tipicamente anni ottanta è stato il mio primo amore e la mia prima folgorazione e quindi cito i vari Van Halen, Shadow King, Lou Gramm, Europe, Survivor, Triumph, Baton Rouge, Lion, Bonfire, Scorpions e in seguito Ten, poi il Metal Classico di Black Sabbath, Dio, Ozzy, Alice Cooper, Iron Maiden, Judas Priest etc,quindi il Progressive Metal di Queensryche, Dream Theater, Fates Warning, Conception, Vanden Plas, Elegy, Rush, Kansas e compagnia bella, specie negli anni novanta, il neo-classico di Malmsteen, Macalpine, Royal Hunt, Symphony X e infine il Power/Gothic/Symphonic di Kamelot, Nightwish, Epica e molti altri.Ma probabilmente è l’Epic Metal dei Virgin Steele che mi ha definitivamente conquistato,in particolare del periodo “d’oro”dei due Marriage,del barbarico”Invictus”e dei due “House of Atreus” e anche quello di bands più doomy come Candlemass e Manilla Road o l’epic melodic dei mitici Fifth Angel e degli oscuri Warlord di Bill Tsamis. Ma a parte il Metal che come sai è infinito e vasto nei suoi mille sottogeneri e tutti degni d’interesse,anche i più “estremi”,è anche la musica da film cult che adoro come Goblin, John Carpenter, Danny Elfman o Vangelis e ovviamente la grande Classica soprattutto Romantica dei vari Beethoven, Wagner, Mahler, Chopin, Liszt etc e il Rock Progressivo dei vari King Crimson, Yes, Jehtro Tull, ELP, Genesis,Van der Graaf Generator, Atomic Rooster etc Ma credo che ogni genere se fatto con cuore,onestà e immaginazione sia degno d’interesse.
Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 
Non voglio svelare troppo,anche perché potrei smentirmi,ma sto già lavorando al nuovo album che comprende anche del materiale lasciato fuori per forza di cose da “Golden Metal”e per l’occasione mi sono già circondato di nuovi musicisti e della line-up di”GM” è rimasto solo il bravissimo e virtuoso Luca Gagnoni,ragazzo davvero di grande talento e per il quale sono pronto a scommettere un futuro più che roseo.Ed è endorser guarda caso della Gold Music!Aspettatevi qualcosa di speciale!!!
Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  
Magari! Il fatto è che essendo un mio progetto e quindi solista,è tutto più complicato.  Per ora ci concentriamo sulla prossima e decisiva prova discografica per la quale potrei assumere il nuovo monicker Antonio Giorgio’s GOLDEN METAL,quindi più da band, e se le cose vanno come devono andare credo proprio che mi ritroverete sui palchi italici e oltre.Lo spero davvero.
Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?
Nel complesso in netta crescita rispetto a qualche decennio fa e davvero in forma,ma allo stesso tempo noto un certo appiattimento di produzioni e suoni.Purtroppo la qualità artistica a volte latita,al di là del buon suono che oggi non è così difficile ottenere spendendo qualche euro in più con i produttori più in voga.Sono convinto che se le songs sono valide esse vanno e superano il bel suono,d’altronde se guardiamo ai grandi Classici non è che avessero questo grande suono e la perfezione ovviamente “digitalizzata”che va in voga oggi.Lo stesso Mike Oldfield che ha prodotto lo splendido sequel di “Ommadawn”ha lasciato appositamente certe piccole imperfezioni per rendere il tutto più vero,onesto e genuino.Consiglio alle giovani leve di cercare più lo scivere il grande brano e il grande album,più che la perfezione e la pulizia dei suoni che soffocano il risultato finale e rendono tutto più piatto e omologato.
Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?
L’uno è l’altra!In passato non vi era questo triste fenomeno degli Haters e Cyberbulli perché chi comprava il giornale e la rivista specializzata leggeva e stop,finiva lì,non si andava a fare la “contro-recensione”fingendo di essere tutti esperti e super-conoscitori della Musica.Purtroppo questo è uno degli aspetti più odiosi dell’essere Artista oggi,bisogna corazzarsi e fregarsene o anche combattere contro chi cerca di scoraggiare soprattutto le nuove leve e chi cerca di fare qualcosa di unico e originale e non tutti ne sono capaci e credo che siano anche in molti a soccombere per questo.Stimo moltissimo uno come Geoff Tate che ha mostrato di saper fronteggiare la marea di critiche e anche insulti ingiustificati e dozzinali ricevuti per le sue coraggiose e impopolari scelte artistiche ed è sorprendente come incida per la Frontiers che di solito fa albums piuttosto fatti a tavolino come si suol dire.Per il resto Internet è stato molto utile per fare cose impensabili in tempi in cui non esisteva come il partecipare al Tributo ai Virgin Steele,avvenuto grazie all’invito di Matthew Knight degli Eternal Winter e tramite l’avermi ascoltato su myspace e youtube.Anche i vari provini sono stati possibili grazie ad Internet.Però nel complesso rimpiango i tempi in cui la musica era qualcosa di prezioso e dovevi acquistarla per poterne usufruire e l’ascoltavi nel tuo Hi-Fi e non in streaming o in mp3.Ma purtroppo i tempi cambiano e non possiamo farci niente,l’intelligenza è nell’adeguarsi in parte ad essi senza esserne schiavi. 

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?
Credo che fare Metal è come sentirsi a casa,trovare la propria comunità di appartenenza per quanto spesso mi sento lontanissimo da essa e da suoi rozzi o grossolani cliché.Per questo ho creato una mia “abitazione”personale dove mettere quello che davvero che mi piace e mi ha conquistato negli anni,il “Golden Metal”è Metal,ma nel senso che intendevano i musicisti più ispirati di qualche tempo fa,ossia un genere nel quale inserire tutto ciò che si vuole,un po’ come il Prog degli inizi prima che si”dogmatizzasse”in un qualcosa di definito e standardizzato.Il Metal per me è INCLUSIVO non esclusivo. Quindi si,credo che il mio talento si senta più che valorizzato in questa concezione ampia e aperta del Metal.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?
David Defeis senz’altro!Lui per me è una specie di mentore e ha anche seguito le varie fasi di “Golden Metal”e presto gli manderò la sua copia negli States nel quartier generale dei Virgin Steele a New York.Di fatto avevo interpellato anche lui come produttore oltre che Roy Z(Bruce Dickinson,Judas Priest,Helloween etc)e Sascha Paeth(Kamelot,Angra, Rhapsody,Avantasia etc),ma alla fine,anche per denaro e per tempi più stretti,ho deciso di produrre io stesso il tutto con il batterista e il tastierista dei Fogalord.Mi piace il suono di”GM”,molto vero e genuino,quasi “live”,ma non tutto è filato liscio e credo che per il futuro tutto possa succedere.Tra gli altri mi piacerebbe fare qualcosa con Andrè Andersen dei Royal Hunt con il quale sono rimasto in contatto dopo il provino con i RH,specie per il suo prossimo lavoro solista o anche qualche duetto con qualche singer per me speciale come Roy Khan o Geoff Tate o anche Gary Hughes dei Ten,altra opzione tra i produttori che ho contattato per “GM”.Ovviamente sono aperto ad ogni nuova offerta e possibilità futura,sono un songwriter ma anche e soprattutto un singer/attore.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Certo!Grazie a te Maurizio per questa lunga e bella intervista,molto stimolante come domande e questioni attuali, passate e future. Saluto voi lettori di fede metallica di “Giornale Metal”che manco a dirlo ha le stesse iniziali di “Golden Metal”! Vi invito a dare un ascolto a “Golden Metal”sui vari canali da youtube a bandcamp o souncloud e ricordo sempre che l’acquisto del digipack è tutt’altra cosa rispetto allo scaricare l’album,sia per la qualità audio che per la curatissima veste grafica e lirica.E’ come andare all’Opera senza leggere il libretto,quindi un ascolto a metà. Per il resto “Stay Gold & stay Metal!!!”Rimanete sintonizzati!!!!
Maurizio Mazzarella


 INTERVISTA A CURA DI MAURIZIO DE PAOLA (ROCK HARD SETTEMBRE 2017)
VERSIONE INTEGRALE
1 – Questo progetto Golden Metal è nato molto tempo fa. puoi dirci come si è sviluppato ed evoluto in questi anni prima di arrivare alla sua realizzazione?
Prima di tutto saluto te Maurizio e tutti i lettori di”Rock Hard”.In effetti come tu stesso hai anticipato,la genesi dell’album è stata piuttosto lunga e ha avuto varie incarnazioni.Era partito come un progetto da band,ma poi si è trasformato in progetto solista perché credo che alla fine un titolo come “Golden Metal”e tutto quello che c’è dietro come “filosofia”non poteva che venir fuori come prodotto “d’autore”. Per strada ho perso vari musicisti e incontrato altri nuovi e la cosa continua tutt’ora per la preparazione del prossimo album.Ad ogni modo ogni musicista che ha partecipato all’album ha dato il suo contributo significativo lasciando il suo marchio personale,alla fine è un lavoro di squadra con me come regista e supervisore del tutto oltre che autore di tutti i brani.
2 – Il progetto è un concept ispirato alla filosofia alchemica di realizzazione e trasformazione interiore. Perché questo interesse? E come hai suddiviso all'interno del disco le fasi nel nigredo,albedo e rubedo?
Vorrei precisare che l’aspetto”alchemico”per quanto importante non è il vero motore principale del tutto.L’ho usato come aspetto simbolico/filosofico per far intendere come in effetti chi sbeffeggia o ironizza con malevolenza su questo genere “sacro”che è il Metal(preferisco usare il solo sostantivo Metal senza aggettivi che sono sempre soggettivi come il mio”Golden”d’altronde)non sia altro che un povero mentecatto,perché grandi poeti e pensatori come Blake o anche mistici come Yogananda hanno più volte lodato le qualità”nobili”del Metallo che è simbolo di Bellezza,Potenza e Conoscenza. L’Alchimia è “Scienza dei Metalli”è quindi già da questo s’intende come il Metallo è più che nobilitato a forma di studio e conoscenza.L’obiettivo dell’Alchimia è quello di giungere all’Oro dopo varie fasi di trasmutazione dei metalli vili in nobili,quindi in sostanza il mio”Golden Metal”è anche un modo per capire come io stesso abbia cercato di trasformare tutto ciò che ho assimilato di nobile o meno del Metal e oltre,in un qualcosa di nuovo e spero”dorato”.Quindi i vari sottogeneri del Metal che si odono nelle canzoni una diversa dall’altra,rappresentano proprio le varie fasi di nigredo,rubedo e albedo (senza ordine ben preciso).IL Metal è musica per tutti e per nessuno per dirla alla Nietzsche.

3 – Quali sono i personaggi principali del concept? come ti sei immedesimato vocalmente in loro?
Il personaggio principale è il musicista/artista Gabriel Raven,che è alla ricerca delle verità più importanti dell’esistenza ma anche del giusto riconoscimento artistico e dell’equilibrio nella vita sentimentale.Il concept(nato dalle canzoni e non viceversa come è solito)ruota attorno a questa sua ricerca spirituale che si svolge in un mondo immateriale e immaginifico nel quale “precipita”dopo aver varcato la “soglia”che separa il mondo reale da esso attraverso un cimitero abbandonato con cattedrale annessa. In questo mondo incontra il suo mentore artistico William Blake che fa da “Virgilio”attraverso le varie  tappe che si svolgono tra passato,presente e futuro incontrando altri artisti e pensatori come Rossetti e Marx,fugure mitiche come la Signora con la Falce e addirittura il leggendario Ermete Trismegisto.In tutto questo fa eco la presenza/assenza dell’amata di Gabriel Annabel Hope,personaggio chiave e “aureo”.Ho interpretato ogni personaggio perché questo è un album Metal e non un’Opera o un Musical e quindi è stata un’ulteriore sfida,anche vocale e interpretativa.

4 – L’album è stato suonato da molti ospiti. Come hai diviso con loro la fase compositiva? Hai fatto tutto da solo dal punto di vista della scrittura oppure è stato determinante anche il contributo degli altri?
In effetti mettere insieme tanti musicisti non è stato per niente facile,ma credo abbia giovato alla ricchezza di stili e al carattere eterogeneo dell’album che come detto tocca diversi sottogeneri del Metal e altro.Però è stato di grande aiuto compositivo l’apporto chitarristico di Enrico Di Marco,con il quale il progetto ha ripreso vita dopo un periodo di ricerca di nuovi musicisti.In passato mi avevano aiutato due tastieristi,ma alla fine le songs sono state tutte elaborate e rielaborate da me medesimo.
5 – Musicalmente, i principali riferimenti sonori sembrano essere l’heavy rock di Dio e Black Sabbath degli anni ottanta, misti al moderno power-epic (Forever We Are One, The Reaper). Sei d’accordo? Come definiresti il sound generale del disco?
Non posso proprio darti torto caro Maurizio! In effetti sono un grande amante di Tony Iommi in particolare per quanto concerne il lato chitarristico e compositivo,perché lo trovo un chitarrista creativo e che bada al sodo,non si perde in divagazioni virtuosistiche e fini a sé stesse come chitarristi magari più preparati.E poi amo la sua versatilità,cosa fondamentale per non annoiare e essere più imprevedibili.E poi Iommi è il vero creatore della nostra amata musica!!! Direi di aver combinato il suono e l’architettura iommiana a cose appunto più moderne come dici come l’Epic Metal di David Defeis e dei suoi Virgin Steele e qualcosa di più prog alla Dream Theater(ma senza avventurarmi in brani ultra-complessi)e volendo anche più Melodic alla Fifth Angel e Power/Symphonic alla Kamelot Khan-era.  Per il concept non posso poi dimenticare il grande Paul O’Neill.Ma c’è anche altro e il tutto è appunto ”Golden Metal” che come dice Ermete Trismegisto nella Tavola Smeraldina:”Com’è in Alto così in Basso”.

6 – Come mai hai deciso di inserire un cd bonus di cover all’abum? Con quali criteri le hai scelte?
Il cd bonus che è presente solo nella versione digitale denominata”Golden Deluxe Edition”(ci sono altri extra)è un regalo per chi compra questa versione,un modo per mostrare il mio lato di semplice attore e interprete,perché in effetti io nasco in primis come singer e poi come songwriter,il che è stato possibile proprio grazie al mio amore per certi compositori e certe bands.Poi ci sono anche songs che ho registrato per audizioni per me molto importanti come Kamelot & Conception.,le bands di Roy Khan,di sicuro una delle mie più grandi influenze vocali e non solo.C’è anche la song(“I Will Come for You”) registrata per il Tributo ai Virgin Steele uscito negli States e le altre songs sono state fatte per il puro piacere di farlo.Sono songs Metal che reputo in qualche modo”dorate”.
7 – Quali sono stati i cantanti del passato che ti hanno influenzato ed ispirato di più?
Come detto Roy Khan è tra i più importanti per vari motivi anche extra-musicali,poi direi Tony Martin che è stato il mio primo contatto di un certo peso grazie a Giuntini e Mollo,quindi gente come Geoff Tate per la tecnica e l’espressività,David Defeis per il carisma e l’estro,Ronnie James Dio per la sua passione e carica emotiva/poetica,Bruce Dickinson per la capacità di evolversi e la dinamicità teatrale dal vivo e l’elenco potrebbe continuare all’infinito.L’importante per me è sperare di aver trovato una mia cifra stilistica che però non deve essere ingabbiata in un qualcosa di prestabilito.Evolve come evolvo io come persona e artista.

8 – In passato, hai sostenuto diverse audizioni per unirti ad alcuni gruppi internazionali come Kamelot, Royal Hunt e Concpetion. Qual è stata quella a cui sei stato più vicino all'ingresso in pianta stabile?
Senza dubbio l’audizione per il combo di Tampa,per i quali ho registrato ben quattro brani presenti nel cd bonus.E’ stata un po’ come il culmine delle mie esperienze in tal senso,partite in sordina per il gusto di mettermi in discussione nel 2006 con gli svedesi Lost Horizon.Per i Royal Hunt già mi sembrava il massimo,ma poi c’è stato un “preludio”con i Conception,l’altra ex-band di Khan e mai avrei pensato che subito dopo potesse succedere che il singer norvegese abbandonasse all’improvviso la band americana all’epoca(2010)al culmine della sua popolarità.E come sai la vita è imprevedibile e così mi sono trovato ad accarezzare l’ide di poter rimpiazzare un singer che all’epoca era così importante per il sottoscritto.Tra l’altro avevano come rimpiazzo live temporaneo Fabio Lione e la cosa lasciava ben sperare che  tendessero verso la scelta di un altro italiano.Ma alla fine è andata com’è andata e hanno scelto un singer scandinavo come Khan ma che purtroppo secondo me,in tutta onestà,non è all’altezza del suo predecessore e mi sembra un po’ forzato in quel ruolo,ma magari si troverà meglio in futuro o potrebbe tornare Khan stesso.Tutto è possibile,il futuro è sempre un’incognita.                                                                                                     
Ti ringrazio della bella e stimolante intervista Maurizio,ti auguro una buon fine estate e a risentirci presto spero!

martedì 22 agosto 2017

Antonio Giorgio's GOLDEN METAL(The Quest for the Inner Glory) -(Andromeda Relix/AGM Productions/GT Music 2017)



Un'intro di chiaro stampo maideniano ci introduce nei territori visionari del progetto artistico di questi dodici vicende sonore che vanno ad alimentare la fiamma letteraria della scuola ritmica che ha visto le gesta  di diverse eccellenze delle geografie epiche, come le risposte statunitensi di VIRGIN STEELE in “Lost & Lonely (Desperate Days)” o in "Forever We Are One" .

Ma tante sono le strutture sonore che sorreggonol'impalcatura sonora di questo GMTQFTIG come il power dei teutonici BLIND GUARDIAN, o le oscurità sonore della congrega di Birmingham dei BLACK SABBATH con “The Reaper”.

Il voyage continua con altre eccellenze sonore che si materializzano in questo percorso, come i metalprogressers QUEENSRŸCHE che si annidano tra i solchi di questo lavoro.

Tale produzione, oltre alle citazioni musicali esposte, annovera anche quelle letterarie, come ad esempio i riferimenti a William Blake, vedi la triade letteraria di "The Vision", "The Calling" e "The Voyce Of The Prophet" che ha il suo headquarter in una oscura Londinium che riecheggiale atmosfere di Edgar Allan Poe come le sonorità sopra menzionate del nero alato in "The Reaper".

In tale produzione non disdegnano gli aspetti visivi contenuti nella ricca veste grafica del booklet, come alcuni richiami illustravi di Gustave Doré che vanno ad impreziosire il prodotto realizzato dall'ideatore irpino Antonio Giorgio.
Gianni Aiello


Track-list:
1.Golden Metal 2.Lost & Lonely (Desperate Days) 3.The Vision 4.The Calling 5.The Voice Of The Prophet 6.The Eternal Rebellion 7.Luminous Demons 8.Keeper Of Truth 9.The Reaper 10.Forever We Are One 11.Et In Arcadia Ego Suite:
Part I -The Quickening (Golden Ages)
Part II – Human Gods
Part III – The Emerald Table (As Above So Below) 12.Alone Again

 http://hurlantmilitia.wixsite.com/hurlantmilitia/single-post/2017/08/15/ANTONIO-GIORGIO-Golden-MetalThe-Quest-For-the-Inner-Glory-Andromeda-Relics2017






lunedì 10 luglio 2017

Antonio Giorgio's GOLDEN METAL (The Quest for the Inner Glory)


Antonio Giorgio è un artista proveniente dalla splendida Campania. Con questo suo interessante progetto l’artista irpino non nasconde la propria ambizione nel definirlo Golden Metal. Tra l’altro l’album si intitola proprio così. Ha una visione epica e quasi mistica della musica che compone. Strutturalmente questo disco si può tranquillamente definire come un grande e sontuoso epic metal come non se ne sentiva da parecchio tempo a questa parte. Tutto è stato curato nei minimi particolari, fin dalla stupenda copertina, molto fantasiosa e sognante. La musica, che poi è quella che conta più di tutto, risulta essere di classe. I brani trasudano epicità da ogni lato, melodie sontuose accompagnate da robuste e granitiche chitarre, tanto care al metal che risiede dentro questo artista tutto da scoprire. La sua personale visione lo porta vicinissimo a lidi già toccati da band come Virgin Steele, Kamelot tanto per citarne alcune.


Non è certo cosa da poco, anche perché riesce nell’intento di mantenere una certa personalità, grazie ad una struttura abbastanza robusta delle canzoni che sostenute da cori ora imponenti, ora in penombra, oltre ad avere un delle parti vocali degne del genere proposto. I brani sono strutturati poi per seguir il suo concept narrativo, di cui consigliamo vivamente di prendere visione e ascolto. Un concentrato di pura classe, potenza e pomposità, infarcita da grandi melodie. Partendo dall’iniziale Golden Metal che inizia con riffing in pieno Virgin Steele, andando a scomodare proprio per fare un piccolo paragone album sacri quali The Marriage Of Heaven And Hell della band di De Feis. La voce potente e melodica quando serve di Antonio si scaglia su un tappeto sonoro efficace nel dare emozioni che faranno la gioia di tutti gli amanti del puro metal battagliero. Ogni singola canzone brilla di luce a sé. Non possiamo che elogiare anche la riproposizione di un brano dei Dokken, Alone Again, rifatta in chiave decisamente epic. Inutile stare qui a scrivere di ogni brano, non ci sono cadute di tono. Lavoro decisamente eccezionale nel suo genere. 



Sandro Lo Castro