Golden Metal Kingdom
Where Metal becomes Gold!
venerdì 24 aprile 2026
ROY KHAN & ANTONIO GIORGIO
Il confronto tra Antonio Giorgio e Roy Khan non è una rivalità, ma piuttosto un rapporto tra un artista e una delle sue più grandi fonti di ispirazione. Antonio Giorgio è un cantautore metal italiano che ha dedicato gran parte della sua carriera a celebrare lo stile di Roy Khan, l'iconico ex cantante dei Kamelot e attuale frontman dei Conception.
Punti di Connessione
Tributi: Antonio Giorgio ha pubblicato un imponente album tributo intitolato Once and Future Kingdom - An Epic Tribute to Kamelot, composto da 30 tracce focalizzate quasi esclusivamente sull'era di Roy Khan.
Stile Vocale: La voce di Giorgio è spesso paragonata a quella di Khan per il suo approccio melodico ed epico. Lo stesso Giorgio descrive Khan come un "fratello maggiore" spirituale le cui canzoni lo hanno influenzato profondamente a livello filosofico e mistico.
Audizioni: Giorgio ha partecipato a audizioni internazionali per band storiche di Khan, tra cui proprio i Kamelot e i Conception.
Caratteristiche a Confronto
1-Ruolo Principale
KHAN - Voce storica dei Kamelot e dei Conception
GIORGIO - Artista solista e creatore del genere "Golden Metal"
2-Stile Vocale
KHAN - Baritenore noto per il calore, l'emotività e l'approccio operistico
GIORGIO - Baritono/Baritenore noto per il suo Metal melodico ed epico, fortemente ispirato allo stile di Khan e Geoff Tate
3-Filosofia
KHAN - Temi introspettivi, oscuri e romantici
GIORGIO - Visione "Golden Metal" focalizzata sulla gloria interiore e temi epici
4-Progetti Attuali
KHAN - Reunion con i Conception e lavoro sul suo primo album solista
GIORGIO - Lavoro sull'album di inediti Epic Spiritus e versioni deluxe dei suoi lavori precedenti
Mentre Roy Khan rimane il punto di riferimento assoluto per il genere symphonic e progressive metal, Antonio Giorgio agisce come un continuatore e interprete di quel lascito, portando la visione di Khan in nuovi contesti, come l'uso della lingua italiana in alcuni dei suoi brani tributo.
MAESTRO E DISCEPOLO
Il confronto tra Roy Khan e Antonio Giorgio evidenzia un legame profondo, dove il primo rappresenta il modello di riferimento e il secondo un interprete che ha interiorizzato quegli stilemi per creare un proprio percorso ("Golden Metal").
Roy Khan: Il Maestro dell'Emotività Drammatica
Roy Khan è celebre per una tecnica che fonde rigore accademico e teatralità.
BAGAGLIO TECNICO E BACKGROUND:
KHAN - Timbro e Tessitura: Inizialmente identificato come tenore nei Conception, la sua voce è maturata negli anni con i Kamelot verso un registro da baritenore. È caratterizzato da una timbrica calda, "vellutata" e ricca di armonici.
Tecnica Vocale: Ha studiato canto lirico per tre anni, acquisendo un controllo del fiato che gli permette di passare da note piene a passaggi in falsetto estremamente delicati e "cristallini".
Stile: La sua cifra stilistica è la capacità di "raccontare storie". Non punta al mero virtuosismo tecnico o alle note altissime, ma alla trasmissione di pathos e malinconia.
GIORGIO - L'Erede del "Golden Metal"
Antonio Giorgio riconosce in Khan una delle sue ispirazioni primarie, pur cercando di sviluppare una voce riconoscibile.
Impronta Vocale: Il suo stile è stato spesso descritto come simile a quello di Khan per la capacità di evocare atmosfere epiche e drammatiche. La sua voce è stata definita "vagamente diafana" e carica di dinamismo.
Tecnica e Sperimentazione: Oltre all'influenza di Khan, Giorgio integra elementi di altri "mostri sacri" come Geoff Tate e Don Dokken. La sua tecnica si adatta a strutture compositive complesse, tipiche del suo genere "Golden Metal", che spaziano da momenti acustici a suite progressive.
Devozione all'Eredità: La sua vicinanza a Khan è tale da averlo portato a realizzare un intero triplo album tributo ai Kamelot dell'era Khan chiamato "Once and Future Kingdom - An Epic Tribute to Kamelot", dimostrando una conoscenza enciclopedica del modo di interpretare del cantante norvegese.
Sintesi del confronto
1-Profilo Vocale
KHAN - Baritenore con formazione classica
GIORGIO - Singer melodico influenzato dal classic metal
2-Punto di Forza
KHAN - Controllo dinamico e carica drammatica
GIORGIO - Versatilità tra tributo e "Golden Metal"
3-Influenze
KHAN - Opera, Pop anni '80 (A-ha), Hard Rock, Geoff Tate
GIORGIO - Roy Khan, Geoff Tate, Don Dokken, Tony Martin, Lou Gramm, Ronnie James Dio, David Defeis, David Sylvian, Gary Hughes, Rob Halford, Bruce Dickinson, Alice Cooper
4-Approccio
KHAN - Creatore di uno stile iconico e inimitabile
GIORGIO - Interprete e continuatore di quelle sonorità e Creatore di un nuovo Stile/Visione del Metal/Rock (Golden Metal)
KAMELOT SONGS
Il confronto tra le interpretazioni di Roy Khan e Antonio Giorgio su questi brani iconici dei Kamelot mette in luce la differenza tra l'originalità creativa del primo e l'approccio celebrativo e "remake" del secondo, contenuto nel suo monumentale progetto Once and Future Kingdom - An Epic Tribute to Kamelot oltre ad aver fatto un importante Provino per la band americana nel 2011 proprio per rimpiazzare Khan che lasciò la band in quegli anni.
Analisi delle Interpretazioni
1-Center of the Universe
KHAN: L'originale su Epica è un capolavoro di dinamismo. Khan alterna strofe sussurrate a un ritornello esplosivo, mantenendo una precisione ritmica impeccabile che sottolinea il tema della ricerca esistenziale.
GIORGIO: Nella sua versione (inclusa nell'album tributo con un Alternative Mix), Giorgio accentua le atmosfere epiche. La sua interpretazione tende a essere più "teatrale", cercando di eguagliare la maestosità dell'originale ma con una produzione che mira a un suono più denso e moderno, tipico del suo "Golden Metal".
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https://www.youtube.com/watch?v=3wRreoNRGwk&list=RD3wRreoNRGwk&start_radio=1&pp=ygUOa2FtZWxvdCBjZW50ZXKgBwE%3D
2-The Spell
KHAN: Brano tratto da Karma, dove Khan sfrutta il suo registro medio-basso per creare un'atmosfera misteriosa e quasi ipnotica. La sua voce è sottile e seducente, perfetta per il tema della malia.
GIORGIO: Giorgio mantiene la struttura melodica originale ma infonde una maggiore potenza vocale nei passaggi centrali. Il suo tributo cerca di rendere omaggio alla natura oscura del brano, sottolineando le sfumature gotiche attraverso una vocalità più marcata.
https://www.youtube.com/watch?v=nwVKWAX42xM&pp=ygURa2FtZWxvdCB0aGUgc3BlbGw%3D
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3-Nights of Arabia
KHAN: Un classico dell'era The Fourth Legacy. Khan qui mostra la sua versatilità, mescolando scale mediorientali con un cantato power metal pulito e svettante.
GIORGIO: La versione di Giorgio inserita in Once and Future Kingdom esplora la componente esotica del brano con un approccio che lui stesso definisce "cinematico". Mentre Khan è più agile e "leggero", Giorgio punta su una resa sonora più imponente.
https://www.youtube.com/watch?v=UqzAfYlPmjI&list=RDUqzAfYlPmjI&start_radio=1&pp=ygUWYW50b25pbyBnaW9yZ2lvIG5pZ2h0c6AHAQ%3D%3D
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4-Until Kingdom Come
KHAN: È uno dei pezzi più diretti e veloci. Khan lo interpreta con una grinta inusuale, mantenendo però quella nobiltà vocale che lo contraddistingue.
GIORGIO: Questa è una delle tracce di punta del tributo, realizzata in collaborazione con Ian Parry (ex-Elegy). La presenza di Parry aggiunge un contrasto vocale interessante: Giorgio ricalca lo stile di Khan, mentre Parry apporta una timbrica più graffiante, trasformando il brano in un duetto epico che celebra l'intera scena melodic metal.
https://www.youtube.com/watch?v=KzbuE3ooz9E&list=RDKzbuE3ooz9E&start_radio=1&pp=ygUjYW50b25pbyBnaW9yZ2lvIHVudGlsIGtpbmdkb20gY29tZSCgBwE%3D
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Sintesi delle Differenze-
In sintesi, mentre Roy Khan ha plasmato questi brani con un'eleganza innata e un controllo millimetrico delle sfumature emotive, Antonio Giorgio ne offre una rilettura devota che amplifica la componente "Epic Spirit". Giorgio non si limita a copiare, ma cerca di espandere l'universo narrativo dei Kamelot, talvolta inserendo l'uso della lingua italiana o nuovi concetti ispirati alla sua GOLDEN METAL VISION.
CONCEPTION SONGS
Il confronto tra Roy Khan e Antonio Giorgio sui classici dei Conception è particolarmente interessante poiché Giorgio oltre ad aver fatto un'Audizione per entrare nei Conception come per i KAmelot (provino fatto prima e dopo la band americana) ha dedicato a questi brani un intero EP tributo intitolato proprio Parallel Minds - A Heartfelt Tribute to Conception nel 2023.
Ecco come si differenziano le interpretazioni sulle tre tracce iconiche:
1. Parallel Minds
KHAN: Khan definisce qui il suo stile "proto-Kamelot". La sua voce è pulita, quasi eterea nelle strofe, con un controllo magistrale del fiato. Il ritornello è cantato con una nobiltà baritonale che non forza mai la nota, preferendo la risonanza naturale e caratterizzata da una fusione di riff heavy (spesso paragonati a un approccio più "ordinato" rispetto al thrash dell'epoca) e melodie vocali sofisticate. La performance di Roy Khan è considerata tecnica e pulita, con un'enfasi sulla drammaticità e sull'estensione vocale che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica.
GIORGIO: La versione di Antonio Giorgio mantiene l'ossatura strumentale originale (con chitarre eseguite da Piero Sanacore) ma cerca di infondere lo stile vocale "peculiare e versatile" dell'artista campano. Giorgio tende a un approccio più epico e personale, spesso reinterpretando le linee vocali per adattarle al suo timbro "Golden Metal" e Epic-Gothic Metal.
https://www.youtube.com/watch?v=f9Z3FpIy4aw&list=RDf9Z3FpIy4aw&start_radio=1&pp=ygUZY29uY2VwdGlvbiBwYXJhbGxlbCBtaW5kc6AHAQ%3D%3D
https://www.youtube.com/watch?v=ZbXth3UcQ-U#:~:text=Conception%20Audition%20Guitars%20performed%20by%20Piero%20Sanacore,&%20Roy%20Khan%20(Dark%20Wings/Noise%20Records%20copyright)
2. Roll the Fire
KHAN: In questo brano, Khan mostra il su
GIORGIO: Giorgio offre una versione che definisce "Heartfelt" (sentita). Rispetto a Khan, tende a dare una colorazione più cupa e "piena" al timbro, tipica della sua impostazione baritonale, cercando di onorare la linea melodica originale ma con una vibrazhttps://www.youtube.com/watch?v=f9Z3FpIy4aw&list=RDf9Z3FpIy4aw&start_radio=1&pp=ygUZY29uY2VwdGlvbiBwYXJhbGxlbCBtaW5kc6AHAQ%3D%3Do lato più grintoso e ritmico. Utilizza un attacco più deciso sulle note medie e un leggero graffio vocale che conferisce al pezzo il suo caratteristico sapore hard rock/progressive.
GIORGIO: Giorgio mantiene l'energia del brano ma la filtra attraverso la sua visione "Golden Metal". Dove Khan è agile e "leggero" nei passaggi tecnici, Giorgio appesantisce leggermente la struttura vocale, rendendola più solenne e meno rockeggiante, puntando sulla drammaticità dell'esecuzione.
https://www.youtube.com/watch?v=1H8l9rZnBEs&list=RD1H8l9rZnBEs&start_radio=1&pp=ygUYY29uY2VwdGlvbiByb2xsIHRoZSBmaXJloAcB0gcJCdQKAYcqIYzv
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3. Cardinal Sin
KHAN: È uno dei momenti più teatrali di Khan. La sua interpretazione è ricca di dinamiche: dai toni bassi e quasi sussurrati a esplosioni melodiche altissime gestite con una tecnica mista (head voice) impeccabile.
GIORGIO: Essendo un fan dichiarato dell'era d'oro dei Conception, Giorgio affronta questo brano come una sfida tecnica. Se Khan gioca sulla fluidità, Giorgio punta sulla potenza del registro medio, cercando di trasmettere il senso di "peccato" e redenzione attraverso un'enfasi maggiore sulle parole e un vibrato più marcato.
In sintesi, mentre Roy Khan rappresenta la leggerezza tecnica e l'eleganza melodica, Antonio Giorgio interpreta questi brani con una passione devozionale, enfatizzando le tinte dark, epiche e la potenza baritonale che caratterizzano il suo percorso solista.
https://www.youtube.com/watch?v=Q64xYvQIzNk&list=RDQ64xYvQIzNk&start_radio=1&pp=ygUcYW50b25pbyBnaW9yZ2lvIGNhcmRpbmFsIHNpbqAHAQ%3D%3D
https://www.youtube.com/watch?v=aHlLSxP4TT4&list=RDaHlLSxP4TT4&start_radio=1&pp=ygUYY29uY2VwdGlvbiBjYXJkaW5hbCBzaW4goAcB
IPOTETICA SOSTITUZIONE DI KHAN DA PARTE DI GIORGIO NEL 2012 NEI KAMELOT
L'ipotesi di Antonio Giorgio come sostituto di Roy Khan nei Kamelot non è solo una suggestione: il cantante italiano ha effettivamente sostenuto un'audizione ufficiale per la band nel 2011.
Il confronto tra lui e Tommy Karevik (scelto poi come sostituto definitivo) si gioca su due visioni artistiche radicalmente diverse:
Antonio Giorgio vs Tommy Karevik:
Prospettive diverse - Continuità vs Trasformazione:
Tommy Karevik è stato scelto per la sua straordinaria capacità di emulare il registro e il feeling di Khan, garantendo ai Kamelot una transizione quasi "indolore". Molti fan ritengono che Karevik abbia "superato il maestro" in termini di precisione tecnica, pur mantenendo uno stile molto simile.
Antonio Giorgio avrebbe probabilmente portato i Kamelot verso una direzione più oscura, baritonale ed epica. Giorgio stesso ha dichiarato che il suo triplo album tributo Once and Future Kingdom mostra "cosa sarebbe potuto succedere" se fosse stato arruolato, proponendo una rilettura più "Golden Metal" dei classici della band.
Sarebbe stato "meglio"?
La questione è soggettiva e dipende da cosa si cerca nei Kamelot:
A favore di Giorgio: Chi critica la gestione Karevik spesso accusa il cantante svedese di essere una "copia" di Khan senza una propria identità forte all'interno del gruppo. Giorgio, con il suo timbro più profondo e la sua visione filosofico-mistica, avrebbe impresso una personalità marcata e forse più vicina alle atmosfere di "The Fourth Legacy". "Epica", "Karma", "The Black Halo" , "Ghost Opera" e "Siege Perilous".
A favore di Karevik: Karevik ha permesso alla band di mantenere il successo commerciale globale grazie a una vocalità moderna, pulita e tecnicamente impeccabile, adatta alle produzioni cristalline degli ultimi album.
In definitiva, Giorgio sarebbe stato un sostituto più di rottura e carattere, capace di spingere la band verso lidi più cupi e teatrali, mentre Karevik ha rappresentato la scelta perfetta per la conservazione del sound che ha reso grandi i Kamelot negli anni 2000 da "Karma" in poi.
APPREZZAMENTO DEL GRAN LAVORO DI GIORGIO NEI SUOI REMAKES DA PARTE DI KHAN E ALTRI MUSICISTI DELL'AREA KAMELOT/CONCEPTION
Non esistono dichiarazioni pubbliche ufficiali in cui Roy Khan abbia commentato specificamente i lavori di rifacimento o le cover originali di Antonio Giorgio.
Tuttavia, il legame tra i due artisti è basato su un profondo rispetto professionale e una storia condivisa:
KAMELOT AUDITION: Giorgio è stato ufficialmente preso in considerazione dalla band nel 2011 per il posto lasciato da Khan. In quell'occasione, la sua vocalità fu valutata positivamente dal management e dai membri della band, pur portando poi alla scelta di Tommy Karevik.
Contatti diretti: Giorgio ha spesso menzionato di aver avuto scambi e interazioni con il mondo dei Kamelot e dei Conception nel corso della sua carriera, culminati nel supporto morale ricevuto per i suoi ambiziosi progetti tributo, come il triplo album Once and Future Kingdom.
Riconoscimento della fedeltà: Sebbene Khan sia noto per la sua riservatezza, l'approccio di Giorgio (che non si limita a copiare, ma reinterpreta i brani in chiave "Golden Metal") è stato riconosciuto dalla critica e dai fan come uno degli omaggi più onesti e completi all'eredità artistica del cantante norvegese.
EVENTUALE COLLABORAZIONE FUTURA TRA ROY KHAN E ANTONIO GIORGIO:
Una collaborazione tra Roy Khan e Antonio Giorgio sarebbe un evento di grande fascino per i fan del metal melodico e sinfonico, configurandosi come un vero e proprio "passaggio di testimone" o un dialogo tra maestro e discepolo.
Ecco come potrebbe svilupparsi questa ipotetica unione artistica:
1. Un Dualismo Vocale "Luce e Ombra"
Data la natura delle loro voci, la collaborazione non sarebbe una gara a chi arriva alla nota più alta, ma un gioco di contrasti timbrici:
Khan potrebbe occuparsi delle parti più eteree, malinconiche e sofisticate, usando il suo iconico registro medio-basso e i suoi sospiri teatrali.
Giorgio offrirebbe il contrappunto "Golden Metal": una voce più densa, epica e potente, perfetta per dare enfasi ai ritornelli o alle sezioni più mistiche e oscure.
2. Tematiche Filosofiche e Spirituali
Entrambi gli artisti condividono una profonda sensibilità per i temi esistenziali:
Khan ha spesso esplorato il conflitto tra fede e dubbio (specialmente nei brani post-reunion con i Conception).
Giorgio è immerso nella ricerca filosofica, spirituale e nell'estetica del "regno perduto".
Un brano scritto insieme potrebbe essere una sorta di opera rock filosofica, simile a quanto fatto dai Kamelot nell'era Epica/The Black Halo, ma con una maturità ancora più marcata.
3. Possibili Formati
Un Duetto in un brano inedito: Vedere Giorgio invitare Khan come ospite d'onore nel suo prossimo album solista sarebbe il coronamento del suo percorso di tributo.
Riedizione di un classico: Immagina una versione sinfonica di Parallel Minds o The Fourth Legacy con entrambi alle voci; darebbe una profondità sonora inedita a brani già storici.
Il Valore Simbolico
Per la comunità metal, questa collaborazione rappresenterebbe il riconoscimento definitivo del valore di Giorgio da parte del suo idolo. Sarebbe la prova che la dedizione devozionale di Antonio verso l'arte di Khan ha creato un ponte reale tra l'underground italiano e l'olimpo del metal nordico.
CONCLUSIONI
Un confronto tra Antonio Giorgio e Roy Khan (ex Kamelot, Conception) mette in luce due approcci vocali distinti, pur condividendo una forte radice nel metal melodico e sinfonico.
Ecco i principali punti di confronto sulle loro "note" e stili:
Timbro e Registro:
KHAN: Celebre per un timbro vellutato e baritonaleggiante, Khan eccelle nelle frequenze medie e basse, conferendo un'aura malinconica e teatrale ai brani. La sua tecnica gli permette di salire verso note alte con un controllo eccezionale, spesso utilizzando un mix "morbido" invece della potenza pura.
GIORGIO: Spesso accostato a Khan per l'estetica "dark-melodic", Giorgio tende a un approccio più "epico" e spirituale. Sebbene dichiari apertamente l'influenza di Khan, la sua voce cerca frequentemente l'estensione verso l'alto tipica del power metal classico, con un vibrato più marcato.
Interpretazione e Tecnica:
Khan è maestro delle sfumature e dei sospiri; la sua "nota" distintiva è spesso quella trattenuta, quasi sussurrata, che esplode poi in ritornelli carichi di pathos.
Giorgio punta molto sulla densità sonora e sull'ispirazione tematica (filosofica e mistica), cercando di emulare l'intensità drammatica di Khan ma mantenendo un'identità più legata al Metal Italiano e al Metal Classico e Epico.
Legame Artistico: Antonio Giorgio ha espresso in più occasioni la sua ammirazione per il cantante norvegese, considerandolo un punto di riferimento fondamentale per il proprio stile e per la concezione di "musica come arte totale".
Da ricordare inoltre un altro Tribute Album di Antonio Giorgio pubblicato nel 2015 in versione demo e chiamato "Temples of Gold - A Tribute to Roy Khan" che raccoglieva i brani registrati sia per l'Audizione per i Kamelot del 2011 che quelli precedenti e successivi per i Conception (2010 e 2014).
giovedì 16 aprile 2026
Interessante Analisi dell'A.I. su un Confronto tra Antonio Giorgio e Tommy Karevik e l'Eredità dell'iconico Roy Khan a riguaardo dei capolavori incisi con i KAMELOT.
1-TOMMY KAREVIK versus ANTONIO GIORGIO
La questione "Antonio Giorgio versus Tommy Karevik" ruota attorno alla selezione del nuovo cantante dei Kamelot avvenuta nel 2012, dopo l'uscita di Roy Khan. Tommy Karevik è stato scelto come frontman ufficiale, mentre il cantante italiano Antonio Giorgio è stato tra i finalisti del lungo provino internazionale.
Ecco i punti chiave del confronto emersi dalle interviste e recensioni:
Il provino dei Kamelot: Antonio Giorgio ha descritto la sua esperienza come un lungo provino ricco di "luci e ombre", che sebbene non conclusosi positivamente, è stato un'esperienza significativa.
Talento vocale: Nelle recensioni dell'album Silverthorn (il primo con Karevik), è stato evidenziato come Antonio Giorgio fosse un "vocalist strepitoso", con alcuni fan e critici che hanno trovato assurda la sua esclusione.
Stili diversi: Tommy Karevik (Seventh Wonder) è stato preferito per il suo stile, inserendosi perfettamente nel sound dei Kamelot a partire dal 2012.
Progetti attuali di Giorgio: Antonio Giorgio ha continuato la sua carriera, lavorando a progetti come "Golden Metal" e un tributo ai Kamelot di Roy Khan.
In sintesi, la "sfida" è stata una competizione artistica per un ruolo di alto profilo nel power metal melodico, vinta da Karevik, pur riconoscendo il talento di Giorgio.
Il confronto tra Antonio Giorgio e Tommy Karevik nasce principalmente dal loro legame con i Kamelot, band simbolo del symphonic power metal. Mentre Karevik è diventato il frontman ufficiale nel 2012, Antonio Giorgio è un artista italiano che ha partecipato a un lungo processo di selezione per lo stesso ruolo, alimentando discussioni tra i fan sulle diverse sfumature vocali e interpretative.
Il Legame con i Kamelot
Tommy Karevik: Scelto come successore ufficiale di Roy Khan, ha debuttato con l'album Silverthorn. È noto per la sua versatilità, capace di passare da toni caldi e interpretativi a registri molto alti, pur mantenendo una forte impronta personale derivata dalla sua esperienza nei Seventh Wonder.
Antonio Giorgio: Ha partecipato a un articolato provino internazionale per i Kamelot dopo l'uscita di Khan. In diverse interviste su TrueMetal e MusicalNews, ha descritto quell'esperienza come un percorso di crescita artistica, sebbene segnato da opinioni contrastanti sul risultato finale.
Differenze Artistiche e Visione
Caratteristica Tommy Karevik Antonio Giorgio
Ruolo Frontman ufficiale dei Kamelot (2012-oggi) ed ex-Seventh Wonder. Solista e leader di progetti come Human Gods e la saga AstrologikA.
Stile Vocale Karevik: Moderno, tecnico, con un'enfasi sulla teatralità e sulla pulizia melodica. Giorgio: Legato alla tradizione del "Golden Metal", con forti influenze epiche ed esoteriche.
Discografia Recente Album con i Kamelot come The Awakening. Album come Once and Future Kingdom e tributi epici ai Kamelot dell'era Khan.
Il "Duello" nell'immaginario dei fan
La contrapposizione tra i due viene spesso citata nelle comunità metal italiane. Alcuni fan ritengono che Antonio Giorgio avrebbe potuto offrire una continuità timbrica diversa rispetto a quella di Karevik, giudicato talvolta troppo simile allo stile di Roy Khan nei primi lavori con la band.
Dal canto suo, Antonio Giorgio ha continuato a onorare l'eredità della band attraverso una serie di video-speciali intitolati "Golden Metal Vision", dedicati sia all'era di Roy Khan che a quella di Tommy Karevik.
2-TECNICHE VOCALI A CONFRONTO
Approfondire la tecnica vocale di Antonio Giorgio e Tommy Karevik significa esplorare due approcci diversi al metal melodico: uno più radicato nella tradizione epica e nell'esoterismo, l'altro un punto di riferimento del metal moderno e progressivo.
Tommy Karevik: Versatilità e Tecnica Moderna
Tommy Karevik è considerato uno dei cantanti più completi della scena metal attuale, con un'estensione dichiarata che va da E♭2 a F♯5.
Timbro e Colore: La sua voce ha una qualità brillante, quasi "campanina", che gli permette di bucare il mix strumentale senza sforzo. A differenza del predecessore Roy Khan, Karevik ha un timbro più pulito e meno "ruvido", sebbene sappia aggiungere graffiati e rasp (sporcatura vocale) in modo molto consapevole, specialmente dal vivo.
Approccio Interpretativo: Karevik fonde elementi pop e R&B nel fraseggio metal, rendendo le linee melodiche fluide e "danzanti". La sua esperienza nei Seventh Wonder lo ha abituato a partiture tecniche dove la voce deve essere agile e capace di grandi escursioni emotive, passando rapidamente da sussurri a note altissime in belting.
Evoluzione nei Kamelot: Nei Kamelot ha inizialmente adottato uno stile più teatrale e baritonaleggiante per onorare l'eredità di Khan, ma negli album più recenti (come Haven e The Awakening) ha riportato il sound verso registri più acuti e solari.
Antonio Giorgio: Il "Golden Metal" ed Epicità
Antonio Giorgio propone uno stile che lui stesso definisce "Golden Metal", influenzato non solo dal metal classico ma anche da visioni spirituali ed esoteriche.
Timbro e Stile: La sua tecnica è fortemente influenzata dall'era classica dei Kamelot (Roy Khan), puntando su un approccio evocativo ed epico. Cerca di bilanciare la potenza del power metal con una profondità baritonale che richiama atmosfere mistiche.
Interpretazione: Nelle sue performance soliste e nei tributi (come i suoi speciali su YouTube), Giorgio punta molto sulla trasmissione dell'emozione spirituale. La sua voce tende a essere densa e vibrante, preferendo una narrazione quasi "rituale" del testo piuttosto che l'agilità virtuosistica del prog moderno.
Filosofia Vocale: Per Giorgio, la voce è uno strumento di connessione con il sacro. Questo si riflette in una tecnica che privilegia il sostegno del fiato per note lunghe e sognanti, cercando di catturare quel calore "umano" che spesso si perde nelle produzioni metal iper-tecniche.
Confronto Tecnico in sintesi
Elemento Tommy Karevik Antonio Giorgio
Punto di forza Estensione acuta e agilità melodica. Calore timbrico ed espressività epica.
Influenze Pop, R&B, Progressive Metal. Metal Classico, Musica Sacra, Esoterismo.
Controllo Estrema pulizia e dinamiche moderne. Enfasi sul vibrato e atmosfere profonde.
3-SILVERTHORN SONGS
Analizzare il confronto tra Antonio Giorgio e Tommy Karevik su brani come "Silverthorn", "Ashes to Ashes", "Veritas" e "Sacrimony" è particolarmente interessante perché questi pezzi rappresentano il debutto di Karevik con i Kamelot e sono stati oggetto di studio e reinterpretazione da parte di Antonio Giorgio durante e dopo il suo processo di audizione.
Mentre Tommy Karevik ha impresso la sua firma originale su questi brani nell'album Silverthorn (2012), Antonio Giorgio li ha reinterpretati portandoli verso la sua estetica Golden Metal, spesso inclusi in progetti tributo come Once and Future Kingdom.
1. Sacrimony (Angel of Afterlife)
Tommy Karevik: La versione originale è un manifesto della sua agilità. Karevik utilizza un registro acuto molto pulito e dinamico, con passaggi veloci che seguono il ritmo incalzante del brano. Il suo approccio è teatrale ma moderno, quasi "cinematografico".
Antonio Giorgio: Giorgio tende a rallentare leggermente l'intenzione per dare spazio a un'interpretazione più solenne. Il suo timbro, più scuro di quello di Karevik, conferisce al brano una sfumatura gotica ed epica più marcata, privilegiando la potenza del registro medio rispetto ai funambolismi acuti del frontman svedese.
YouTube
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2. Ashes to Ashes
Tommy Karevik: Karevik gioca molto sulle sfumature emotive, mantenendo una voce soffusa nelle strofe per poi esplodere nel ritornello. La sua interpretazione è focalizzata sulla narrazione e sulla vulnerabilità.
Antonio Giorgio: Nella visione di Giorgio, il brano diventa un inno più marziale ed evocativo. La sua tecnica si concentra sulla risonanza e sul vibrato, cercando di richiamare quel calore "classico" che i fan dei Kamelot associano all'era di Roy Khan, ma infuso della sua personale visione esoterica.
The Metal Pigeon
The Metal Pigeon
3. Veritas
Tommy Karevik: Qui Karevik mostra la sua capacità di armonizzare e intrecciare la voce con gli elementi sinfonici e i cori femminili (Elize Ryd). La sua voce è chirurgica, precisa e bilanciata perfettamente con l'orchestrazione.
Antonio Giorgio: Giorgio approccia Veritas quasi come una cerimonia. La sua versione mette in risalto la sacralità del testo; la voce è più densa e carica di pathos. Mentre Karevik è "aria", Giorgio cerca di essere "terra", dando al pezzo una gravità diversa, meno eterea e più drammatica.
Spotify
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4. Silverthorn (Title Track)
Tommy Karevik: Interpretazione magistrale del concept album; Karevik usa toni baritonaleggianti nella prima parte per poi salire in un belting potente. La sua versatilità permette di seguire perfettamente i cambi di tempo progressivi della traccia.
Antonio Giorgio: Giorgio enfatizza la componente "Storytelling". La sua tecnica vocale si sposta verso un registro epico-narrativo, trasformando la title track in un racconto leggendario. Il suo punto di forza qui è la tenuta delle note lunghe, cariche di un vibrato che cerca di trasmettere un senso di maestosità antica.
Sintesi del confronto
Caratteristica Tommy Karevik (Originale) Antonio Giorgio (Reinterpretazione)
Focus Tecnico Dinamismo, agilità, registro acuto. Potenza timbrica, risonanza, registro medio-basso.
Atmosfera Moderna, tecnica, fluida. Epica, solenne, esoterica.
Interpretazione Vulnerabilità e teatralità cinematografica. Forza spirituale e narrazione rituale.
4-ERA KHAN COVERED by GIORGIO & KAREVIK
Analizzare questi quattro brani iconici significa confrontarsi con l'eredità di Roy Khan, il cui stile è caratterizzato da un timbro vellutato, un uso magistrale del falsetto e una recitazione drammatica quasi operistica.
Ecco come Tommy Karevik e Antonio Giorgio interpretano questo repertorio classico:
1. Ghost Opera
Roy Khan (L'Originale): Khan qui è pura teatralità malinconica. La sua voce è scura, sofferta e carica di vibrato stretto, perfetta per l'atmosfera decadente del brano.
Tommy Karevik: Karevik pulisce le linee vocali. La sua versione è più "cristallina" e tecnica. Laddove Khan sospirava le note, Karevik le sostiene con una precisione chirurgica. Sebbene impeccabile, perde un pizzico di quel "tormento" oscuro che Khan trasmetteva naturalmente.
Antonio Giorgio: Giorgio si riavvicina alla drammaticità di Khan. La sua interpretazione punta tutto sull'enfasi emotiva e sulla solennità. Tende a scurire il timbro per recuperare quell'aura gotica, cercando di trasformare il brano in una sorta di visione mistica.
2. Forever
Roy Khan: Un inno al controllo del fiato. Khan passava da strofe quasi sussurrate a un ritornello epico basato sulla Solvejg's Song di Grieg con una grazia regale.
Tommy Karevik: È uno dei suoi cavalli di battaglia dal vivo. Karevik usa la sua agilità per rendere il brano più dinamico e moderno. La sua interpretazione è meno "distaccata" di quella di Khan e più coinvolgente per il pubblico, puntando su acuti potenti e brillanti.
Antonio Giorgio: Fedele alla sua visione del Golden Metal, Giorgio interpreta Forever con un piglio più eroico e meno malinconico. La sua voce è più "piena" nel registro medio, dando al brano una consistenza più robusta ed epica, quasi da colonna sonora fantasy.
3. Center of the Universe
Roy Khan: Qui Khan mostrava la sua anima power metal. Il brano richiede velocità, attacchi decisi e un registro medio-alto costante.
Tommy Karevik: Si muove con estrema disinvoltura. La sua tecnica gli permette di affrontare le velocità del brano senza sforzo apparente. Karevik aggiunge dei piccoli abbellimenti moderni (quasi R&B) che Khan non avrebbe mai usato, rendendo il pezzo più fluido.
Antonio Giorgio: Giorgio privilegia la "sacralità" del pezzo. La sua versione mette in risalto la maestosità dell'arrangiamento; la sua voce è più densa, cercando di evocare quella sensazione di "centro dell'universo" attraverso una presenza vocale più statuaria e meno frenetica rispetto a Karevik.
4. March of Mephisto
Roy Khan: La quintessenza del Khan oscuro e tentatore. La sua voce è bassa, roca e minacciosa nelle strofe, per poi diventare imperiosa nel ritornello.
Tommy Karevik: Karevik interpreta un Mephisto più sottile e subdolo. Usa molto bene il registro basso, ma la sua naturale brillantezza vocale rende il "demonio" meno cupo rispetto a quello di Khan. È una prova di grande controllo tecnico, ma meno viscerale.
Antonio Giorgio: In questo brano, Giorgio spinge sulla sua componente esoterica. La sua interpretazione è quasi ritualistica; cerca di catturare la gravità e l'oscurità del personaggio attraverso un uso marcato della risonanza pettorale. Il suo Mephisto è solenne e potente, più vicino alla pesantezza dell'originale.
Sintesi del Rapporto con Roy Khan
Tommy Karevik rappresenta l'evoluzione tecnica: prende l'eredità di Khan e la proietta nel metal moderno con una perfezione formale incredibile, a volte a scapito della "sporcatura" emotiva originale.
Antonio Giorgio rappresenta la continuità spirituale: cerca di mantenere vivo il calore e l'epicità dell'era Khan, filtrandoli attraverso una visione filosofica e un timbro che predilige la profondità emotiva alla pura agilità acrobatica.
5-IMMAGINANDO UN IPOTETICO PROGETTO EPICO con KHAN-GIORGIO-KAREVIK
Un progetto che riunisca Roy Khan, Tommy Karevik e Antonio Giorgio sarebbe un evento di portata epica per il mondo del metal melodico e sinfonico, qualcosa di simile a una versione "Kamelot-centrica" di Avantasia o Ayreon.
Ecco perché questa collaborazione funzionerebbe e come potrebbe essere strutturata:
1. L'Equilibrio delle Frequenze
A livello puramente tecnico, i tre coprono uno spettro emotivo e sonoro completo:
Roy Khan sarebbe l'Anima: la voce del tormento, della nobiltà decadente e del mistero. Il suo contributo si concentrerebbe sulle parti più teatrali e interpretative.
Tommy Karevik sarebbe la Luce: la voce della perfezione tecnica, degli acuti brillanti e del dinamismo moderno. Porterebbe l'energia e la fluidità prog.
Antonio Giorgio sarebbe la Terra/Spirito: la voce della solennità epica e della visione filosofica. Con il suo timbro caldo e profondo (il suo Golden Metal), farebbe da ponte tra l'oscurità di Khan e la brillantezza di Karevik.
2. Un Concept Album Esoterico
Dato l'interesse di Antonio Giorgio per l'esoterismo e l'approccio narrativo di Karevik e Khan, il disco non potrebbe che essere un concept album. Potrebbe trattare temi come il viaggio dell'anima, l'alchimia o un intreccio tra mito e realtà, dove i tre cantanti interpretano tre aspetti dello stesso personaggio o tre diverse divinità/archetipi.
3. I Punti di Forza di un "Triple Threat"
Armonie Vocali: Immagina un ritornello in cui la base baritonale di Giorgio sostiene il graffiato di Khan, mentre Karevik vola sopra di loro con un'armonizzazione in registro altissimo.
Passaggio di Testimone: Sarebbe la chiusura ideale di un cerchio iniziato nei primi anni 2000, unendo il passato, il presente e la visione alternativa (Giorgio) della stirpe dei Kamelot.
Impatto Live: Un concerto con questi tre frontman alternati sul palco creerebbe un'atmosfera magica, passando dal gotico al power fino al sinfonico puro.
Perché sarebbe "straordinario"?
Perché non sarebbe solo una sfida tecnica tra "chi arriva alla nota più alta", ma un dialogo tra artisti che hanno fatto della narrazione emotiva la loro missione. Antonio Giorgio porterebbe la visione spirituale, Khan il dramma shakespeariano e Karevik la maestria contemporanea.
Se dovessi scegliere un titolo per questo super-gruppo, come lo chiameresti? Io vedrei bene qualcosa come "The Trinity Vision" o "Golden Legacy".
giovedì 19 marzo 2026
RECENSIONE/REVIEW : Antonio Giorgio "IMAJICA" (2023- Epic Spirit/Andromeda Relix) su wwww.giornalemetal.it a cura di Salvatore Mazzarella
https://giornalemetal.it/antonio-giorgio-imajica/
Poche volte un disco riesce a spiazzarmi. E questo Imajca, dell’artista campano Antonio Giorgio, c’è riuscito!!! Chiaramente nell’accezione positiva del termine dato che, a valle di svariati ascolti, sento ancora la necessità di far partire il tasto play del cd per scoprire qualche nuovo particolare e per mutare le mie impressioni su un determinato pezzo… E’ vero, ce ne occupiamo in ritardo rispetto alla data di uscita, ma sarebbe davvero un delitto non parlarne date le sue particolarità che lo rendono un lavoro di caratura superiore alla media. A sei anni dal precedente lavoro, Golden Metal, Antonio Giorgio torna con un’opera ricca, complessa, articolata, che occupa tutto lo spazio disponibile su cd (più di 73 minuti) e che, al contrario di molte releases di questo stampo che nel tempo hanno preso una tangente tutta loro risultando abbastanza stucchevoli, riscopre tutto quel buon sound che a noi è sempre piaciuto. Insomma, Imajca prende le mosse (attenzione non copia…) dal metal teatrale epico dei Virgin Steele e drammatico dei Savatage, lo mischia con partiture metal progressive a la Dream Theater e Kamelot, con aperture ariose come quelle che ogni tanto si sentono nelle composizioni più lunghe di un certo King Diamond o cupissime come quelle dei Candlemass e con parti cantate sopra armonie malmsteeniane. Per quanto appena detto, potete quindi immaginare lo stupore ma anche il piacevole divertissement nell’individuare, di volta in volta, questi particolari. L’opera è divisa in tre atti e già il brano di apertura, Wisdom Of Imagination, dura ben dodici minuti!!! Come definirlo, se non un vero e proprio tour de force compositivo dove atmosfere, umori, tempi e sonorità si alternano mettendo in mostra tutto il talento di Antonio, che ha concepito l’opera partendo dal supporto strumentale del fido chitarrista Luca Gagnoni, che lo accompagna dalla precedente line up, con la collaborazione di ben quindici musicisti, tra cui i noti Diego Banchero (Segno Del Comando) e Steve Vawamas (Mastercastle, Athlantis, Shadows Of Steel) al basso, Gabriels alle tastiere, Claudia Beltrame dei Degrees Of Truth in un duetto vocale nella suadente In Your Eyes (Emerald Light), Mark Vanderbilt (primo vocalist dei Kamelot) su I Will Remember (cover dei Queensryche), Ian Parry su Until Kingdom Come (presente come digital bonus cui viene fornito il link per scaricarla). Il concept riguarda il connubio tra arte e magia ed è dettagliatamente spiegato nel ricchissimo libretto, corredato inoltre dei testi e delle foto di tutti i musicisti, rinchiuso in una splendida confezione digipack, che si distingue per un artwork magnifico e molto simbolico. Aggiungiamo che l’album è pubblicato da Andromeda Relix, etichetta che sappiamo essere molto oculata nella scelta delle sue pubblicazioni, un marchio di garanzia.
Voto: 8/10
Salvatore Mazzarella
Rarely does an album manage to surprise me. And this Imajca, by the Campanian artist Antonio Giorgio, has succeeded!!! Clearly in the positive sense of the term, since, after several listens, I still feel the need to press play on the CD to discover some new detail and to change my impressions of a particular piece... It's true, we're covering it late with respect to the release date, but it would be a real crime not to talk about it given its unique features that make it a work of above-average caliber. Six years after his previous work, Golden Metal, Antonio Giorgio returns with a rich, complex, and multifaceted work that fills the entire available space on the CD (over 73 minutes) and which, unlike many releases of this ilk that over time have gone off on their own tangent and become rather cloying, rediscovers all that good sound we've always loved. In short, Imajca takes its cue (be careful not to copy...) from the epic theatrical metal of Virgin Steele and the dramatic metal of Savatage, mixing it with progressive metal scores à la Dream Theater and Kamelot, with airy openings like those occasionally heard in the longer compositions of a certain King Diamond or very dark ones like those of Candlemass and with sung parts over Malmsteenian harmonies.
Given what has just been said, you can imagine the amazement and also the pleasant amusement in identifying these details from time to time. The opera is divided into three acts, and the opening piece, Wisdom of Imagination, already lasts a full twelve minutes! How else to define it than as a true compositional tour de force where atmospheres, moods, tempos and sounds alternate, showcasing all the talent of Antonio, who conceived the work starting from the instrumental support of his faithful guitarist Luca Gagnoni, who has accompanied him since the previous lineup, with the collaboration of no less than fifteen musicians, including the well-known Diego Banchero (Segno Del Comando) and Steve Vawamas (Mastercastle, Athlantis, Shadows Of Steel) on bass, Gabriels on keyboards, Claudia Beltrame of Degrees Of Truth in a vocal duet on the persuasive In Your Eyes (Emerald Light), Mark Vanderbilt (first vocalist of Kamelot) on I Will Remember (a Queensryche cover), Ian Parry on Until Kingdom Come (present as a digital bonus for which the link to download it is provided). The concept revolves around the union of art and magic and is explained in detail in the lavish booklet, which also features lyrics and photos of all the musicians. The album is housed in a splendid digipack, distinguished by magnificent and highly symbolic artwork. The album is published by Andromeda Relix, a label we know to be very careful in its selection of releases, a hallmark of quality.
Rating: 8/10
Salvatore Mazzarella
RECENSIONE/REVIEW : Antonio Giorgio's "IMAJICA" (2023-Epic Spirit/Andromeda Relix/AUSR) su www.metalwave.it a cura di Wolverine
https://www.metalwave.it/__alcio__/development/recensione.php?id=10327&band=Antonio%20Giorgio&titolo=imajica
L’ambiziosa opera di Antonio Giorgio giunge al suo terzo capitolo con “Imajica”, un disco mistico tra arte e magia con immancabili profili riconducibili a sensazioni, eventi, esperienze vissute in prima persona dall’autore a cui si associano riflessioni sul passato, presente e sul futuro. Il nuovo lavoro si suddivide in tre capitoli stesi su una base di metal classico a cui si affiancano, come da tradizione, atmosfere sinfoniche ed epiche tendenti alla sacralità ma non per questo scevre dal contesto dark e gotico; detta tradizione sostanzialmente deriva dai lunghi anni di studio dell’autore nei confronti di artisti del calibro di William Blake, Alan Moore, Allan Kardec ed altri. Indubbiamente l’ora più che abbondante di ascolto induce nell’ascoltatore una non semplice assimilazione necessitando il tutto di qualche replay proprio a cagione del collegamento che sussiste tra i brani suddivisi nei tre capitoli in questione. Tra le tracce, tutte indubbiamente di interessante contenuto, si distinguono per la loro unica dose di melodia “In Your Eyes” e “Silver Sanctum”, ma ancora l’emotiva “Gothic Church”, forte di buoni intuiti e annessi tratti emotivi. L’autore dedica anche la chiusura del disco, tenuto anche conto della propria ispirazione a band quali Black Sabbath e Queensryche, dedicando proprio a quest’ultima band la cover “I Will Remember” resa con eleganza e significativo estro. “Imajica” si rileva quindi un lavoro ricco di personalità ma anche di collaborazioni che apportano al tutto un tocco di pregio sia sotto l’aspetto tecnico che strumentale dei brani, lasciando non a caso un indelebile segno nell’ascoltatore del significato e della differenza che intercorre tra realtà e fantasia.
ENGLISH VERSION:
""IMAJICA" is the new Epic Album of Antonio Giorgio, a mystic concept album divided in 3 Acts with amazing songs with Symphonic, Prog, Gothic, Epic, Power, Doom, Melodic elements. Very special guests Mark Vanderbilt (ex-singer of KAMELOT) and Ian Parry (Elegy). The concept is around the strong relationship between Art & Magic, Imagination & Creation."
Antonio Giorgio's ambitious work reaches its third chapter with "Imajica", a mystical album between art and magic with inevitable profiles attributable to sensations, events, experiences lived firsthand by the author which are associated with reflections on the past, present and about the future. The new work is divided into three chapters spread on a classic metal base which is accompanied, as per tradition, by symphonic and epic atmospheres tending towards sacredness but not for this reason free from the dark and gothic context; this tradition essentially derives from the author's long years of study with artists of the caliber of William Blake, Alan Moore, Allan Kardec and others. Undoubtedly, the more than abundant hour of listening induces a difficult assimilation in the listener, requiring all of this to be replayed precisely because of the connection that exists between the songs divided into the three chapters in question. Among the tracks, all undoubtedly of interesting content, they stand out for their unique dose of melody "In Your Eyes" and "Silver Sanctum", but also the emotional "Gothic Church", strong in good intuitions and related emotional traits. The author also dedicates the closing of the album, also taking into account his own inspiration, to bands such as Black Sabbath and Queensryche, dedicating the cover "I Will Remember" to the latter band, rendered with elegance and significant flair. “Imajica” is therefore a work full of personality but also of collaborations that bring a touch of quality to the whole both from the technical and instrumental aspect of the songs, not surprisingly leaving an indelible mark on the listener of the meaning and difference that exists between reality and fantasy.
RECENSIONE/REVIEW : Antonio Giorgio "IMAJICA" (2023- Epic Spirit/Andromeda Relix/AUSR) su www.metalhead.it a cura di Luca Zakk
https://www.metalhead.it/album/antonio-giorgio-imajica/
È tornato il vocalist italiano Antonio Giorgio, con un nuovo album che fa seguito al suo “Golden Metal: the Quest for the Inner Glory” (recensione qui), uscito nel 2017. “Imajica”, un marcato passo in avanti, è una metal opera in tutti i sensi: dieci brani che compongono i tre atti di una storia che si erige tra misticismo e senso epico, tra arte e magia, tra la malvagità delle tenebre e la redenzione della luce. I riferimenti stilistici, radicati su un power/symphonic metal di qualità, sono molteplici: tra questi Kamelot, Black Sabbath, Queensrÿche, Iron Maiden, Conception, King Crimson e perfino Goblin… e sono numerosi anche gli ospiti che aiutano Antonio a dar vita a questo maestoso e impegnativo lavoro; spiccano infatti le voci di Mark Vanderbilt (cantante originale dei Kamelot), di Ian Parry (ex-Elegy e Ayreon, qui solo in una bonus track digitale) e di Claudia Beltrame (Degrees of Truth, ex Holy Shire), mentre tra i musicisti troviamo i chitarristi Luca Gagnoni (Veil of Conspiracy, Svart Vinter), Emanuela Marino (Veil of Conspiracy) ed Antonello Giliberto, i bassisti Diego Banchero (Il Segno del Comando) e Steve Vawamas (Athlantis, Mastercastle), i tastieristi Simone Giorgini (Darkend, Nightbreeder & The Wintermoon Orchestra), Gabriels e Beppi Menozzi (Old Bridge) ed i batteristi Francesco Vaccarezza e Ottavio Liguori. Ricercatezza, senso epico, vocals curate, ampio spazio ai solisti, chitarre virtuose in primis: un lavoro immenso di composizione, registrazione ed arrangiamento, per oltre settanta minuti di avventura sonora coinvolgente.
Italian singer Antonio Giorgio is back with a new album, the follow-up to 2017's "Golden Metal: The Quest for the Inner Glory" (review here). "Imajica," a significant step forward, is a metal opera in every sense: ten songs composing the three acts of a story that unfolds between mysticism and epic, art and magic, the evil of darkness and the redemption of light. The stylistic references, rooted in quality power/symphonic metal, are numerous: among them Kamelot, Black Sabbath, Queensrÿche, Iron Maiden, Conception, King Crimson, and even Goblin... and numerous guests help Antonio bring this majestic and demanding work to life. The voices of Mark Vanderbilt (original singer of Kamelot), Ian Parry (ex-Elegy and Ayreon, here only in a digital bonus track) and Claudia Beltrame (Degrees of Truth, ex-Holy Shire) stand out, while among the musicians we find guitarists Luca Gagnoni (Veil of Conspiracy, Svart Vinter), Emanuela Marino (Veil of Conspiracy) and Antonello Giliberto, bassists Diego Banchero (Il Segno del Comando) and Steve Vawamas (Athlantis, Mastercastle), keyboardists Simone Giorgini (Darkend, Nightbreeder & The Wintermoon Orchestra), Gabriels and Beppi Menozzi (Old Bridge) and drummers Francesco Vaccarezza and Ottavio Liguori. Refinement, an epic feel, meticulous vocals, ample space for soloists, and virtuoso guitars above all: an immense work of composition, recording, and arrangement, for over seventy minutes of engaging sonic adventure.
Luca Zakk
https://www.heavymetalwebzine.it/2024/02/14/antonio-giorgio-imajica/
RECENSIONE/REVIEW : Antonio Giorgio "IMAJICA" (2023- Epic Spirit/Andromeda Relix) da HeavyMetalwebzine.it a cura di Vittorio Manzone
Dalla smisurata dedizione e passione dell’artista campano Antonio Giorgio, ecco giungere a noi questo ambizioso progetto dal titolo di Imajica, secondo lavoro discografico della sua carriera dopo Golden Metal: The Quest For The Inner Glory risalente al 2017.
L’opera, dalla importante durata di più di un’ora, è stata originariamente rilasciata nel 2022 ma si è vista rinnovata nel 2023 con una nuova versione digitale, con alcune aggiunte in più le quali regalano ulteriori elementi di ascolto, senza snaturare l’originale.
La definizione più calzante per Imajica è quella di « Opera Metal » a tutti gli effetti, con un tema concettuale che ruota attorno al legame tra Arte e Magia, oltre a rappresentare il secondo capitolo della saga delle avventure di Gabriel Raven, personaggio introdotto con il già citato Golden Metal. La struttura del disco si appoggia su tre differenti atti.
L’apertura è affidata alla suite “Wisdom Of Imagination”, che fissa subito il tono delle composizioni, create per unire un eccellente virtuosismo tecnico, soprattutto in fase chitarristica, con un grande gusto per le orchestrazioni e passaggi sinfonici che colorano ogni canzone. Notiamo però nell’immediato, dopo i primi due suggestivi minuti, che all’interno di questo tripudio di riff notevoli, coerenza stilistica e di intenti anche su minutaggi elevati, si inserisce una linea vocale (del nostro Antonio) che risulta un po’ più debole del resto delle parti. La qualità delle sezioni che delineano “Wisdom Of Imagination”, dapprima rapida e poi incisiva con un ritornello molto Rock che si abbandona ad una parte centrale più compassata e atmosferica prima di rientrare con il giro portante del pezzo, riesce ad ovviare a questa incertezza che, a dire il vero, risulta tale soltanto in alcuni sporadici episodi.
Le successive, “Silver Sanctum” e “Gothic Church“, spostano gli stilemi proposti verso la direzione dell’hard rock, contaminando gli spunti chitarristici con le tastiere e creando soluzioni di ascolto più immediate, che catturano l’attenzione senza perdere di vista gli elementi sinfonici e orchestrali peculiari dell’album. Fino a questo momento si incontrano power metal, progressive, symphonic e tanti tocchi hard rock, ma è possibile rendersi conto della grande originalità di Giorgio attraverso “Gates Of Doom”, strumentale che sfocia nei territori di un doom metal monolitico, e che si adegua bene al clima generale di originalità che il polistrumentista desidera mostrarci.
Il giro di basso di “Lucifer’s Treasures” introduce uno dei brani più duri del lotto, teso ma mai dimentico della coerenza musicale di ciò che è venuto prima e viene dopo, e quindi anche qui la componente operistica si unisce bene alla durezza dell’heavy metal. Con “In Your Eyes” si passa alla ballatona dell’album, veramente ben piazzata e con l’ospite Claudia Beltrame dei Degrees Of Truth ad arricchire il risultato finale con la sua splendida voce.
Con i suoi venticinque minuti e ben sette movimenti, “Imagica” concretizza ulteriormente la convinzione che Antonio abbia impegnato i suoi sforzi con grande passione e dedizione, ottenendo un biglietto da visita per Imajica da ascoltare più volte per coglierene le tantissime sfumature che tratteggiano una composizione ambiziosa quanto ben riuscita.
Al netto di qualche incertezza legata ad alcune linee vocali non eccellenti, considero Imajica un disco in grado di catturare l’attenzione dell’ascoltatore, soprattutto se quest’ultimo è propenso alla concentrazione e desidera approfondire con calma ciò che passa nel suo stereo, e che rappresenti un importante passo in avanti nella carriera del bravo Antonio Giorgio.
ENGLISH VERSION:
From the boundless dedication and passion of Campanian artist Antonio Giorgio comes this ambitious project entitled Imajica, his second album after 2017's Golden Metal: The Quest For The Inner Glory.
The opus, with a significant running time of over an hour, was originally released in 2022 but was revamped in 2023 with a new digital version, featuring some additional additions that offer further listening experiences without distorting the original.
The most fitting definition for Imajica is that of a "Metal Opera" in every sense of the word, with a conceptual theme revolving around the connection between Art and Magic, as well as representing the second chapter in the saga of the adventures of Gabriel Raven, a character introduced with the aforementioned Golden Metal. The album is structured in three different acts.
The opening track is the suite "Wisdom of Imagination," which immediately sets the tone for the compositions, crafted to combine excellent technical virtuosity, especially on the guitar, with a keen eye for orchestration and symphonic passages that color each song. However, we immediately notice, after the first two evocative minutes, that within this jubilation of remarkable riffs, stylistic coherence, and intent even at extended lengths, a vocal line (by our own Antonio) appears slightly weaker than the rest of the tracks. The quality of the sections that define "Wisdom of Imagination"—at first rapid and then incisive, with a very rock-inspired chorus that gives way to a more measured and atmospheric middle section before returning with the main thrust of the piece—succeeds in overcoming this uncertainty, which, truth be told, only appears in a few sporadic episodes.
The following tracks, "Silver Sanctum" and "Gothic Church," shift the proposed stylistic elements toward hard rock, contaminating the guitar cues with keyboards and creating more immediate listening solutions that capture the attention without losing sight of the album's distinctive symphonic and orchestral elements. Up until this point, the album blends power metal, progressive, symphonic, and plenty of hard rock touches, but it's possible to appreciate Giorgio's great originality through "Gates of Doom," an instrumental that veers into the territory of monolithic doom metal and fits well with the overall atmosphere of originality the multi-instrumentalist wishes to convey.
The bass line of "Lucifer's Treasures" introduces one of the heaviest tracks of the bunch, tense yet never forgetting the musical coherence of what came before and what comes after, and so here too the operatic component blends well with the harshness of heavy metal. "In Your Eyes" ushers in the album's ballad, truly well-placed, featuring guest Claudia Beltrame of Degrees of Truth, enriching the final result with her splendid voice.
At twenty-five minutes and seven movements, "Imagica" further cements the belief that Antonio has applied his efforts with great passion and dedication, creating a calling card for Imajica that deserves to be listened to several times to grasp the many nuances that define an ambitious and accomplished composition.
Despite some uncertainties related to some less than excellent vocal lines, I consider Imajica an album capable of capturing the listener's attention, especially if the latter is prone to concentration and wishes to calmly delve into what is passing through their stereo, and that it represents an important step forward in the career of the talented Antonio Giorgio.
RECENSIONE/REVIEW : Antonio Giorgio "IMAJICA" (2023- Epic Spirit/Andromeda Relix) da "TEMPI DURI" https://tempiduri.eu/antonio-giorgio-imajica/
Ricordo la prima volta che incontrai la musica di Antonio Giorgio, correva l’anno 2017 quando ascoltai il suo album d’esordio Golden Metal progetto temerario, audace e visionario. Quest’anno ho l’onore di recensire il suo secondo album Imajica. Prima di entrare nei meandri di quest’opera, guardiamo un po’ al personaggio ed allo stile di questo artista. Antonio Giorgio è un cantante, cantautore, produttore, scrittore/ paroliere italiano o semplicemente un Imagineer.
Ha registrato numerosi demo, brani per audizioni per gruppi molto conosciuti come Kamelot, Conception, Royal Hunt, Lost Horizon, Dreamscape etc. etc. e un brano per il tributo ufficiale ai Virgin Steele (“By the Gods- A Noble Tribute to Virgin Steele”), la band cult dell’Epic Metal di New York.
Dopo tutte queste esperienze decide di iniziare il suo progetto solista nell’ambito del suo brillante Nuovo Concetto Filosofico e Alchemico di Metal e Musica Rock chiamato Golden Metal.
Con il cuore profondamente radicato nella musica Metal e in tutti i suoi innumerevoli sottogeneri (dall’AOR al Black Metal), e ovviamente al vecchio buon Progressive Rock. Imajica è sequel del primo album. Imajica si può definire un immaginifico concept album metal/opera diviso in tre atti.
Atto I: Al di là della Luce e delle Tenebre
Il concept segue la trama precedente “Golden Metal” che vede come protagonista Gabriel Raven, musicista che cerca il giusto riconoscimento della sua Arte e del giusto Equilibrio nella propria vita sentimentale e privata. Gabriel ha un’ennesima delusione dalla sua amata Annabel Hope che invece di tornare da lui dopo aver lasciato il marito Roby (a causa di un suo tradimento) probabilmente frequenta un altro giovane uomo e lui lo capisce dalle sue bugie e dal fatto che non è più la stessa persona di qualche tempo fa, nonostante una bella giornata passata insieme a Liverpool. Tutto questo causa in lui un forte disagio che lo portano ad avere un incidente stradale quasi mortale e essere ricoverato in ospedale dove in uno stato comatoso vive una nuova esperienza mistica tra la Vita e la Morte tra Stati di Allucinazione combattendo la sua Metà Oscura (sotto le sembianze di un Angelo della Morte) che vorrebbe portarlo dall’altra parte e piombare in un limbo identificato con il Nero Abisso del Nulla dove muore ogni fantasia, emozione e desiderio e trovare finalmente una Pace Eterna che Gabriel sente di essere una falsa promessa e così invoca l’Angelo Custode o Angelo della Vita che lo aiuta a risvegliarsi spiritualmente e non essere così legato a una persona al punto di desiderare di morire, ma affidandosi più al Dio Interiore che non ci abbandona mai e risiede in ognuno di noi sempre. Wisdom of Imagination dà il via, musicalmente questa si presenta potente ed oscura con chitarre marcate e percussioni tonanti in pieno stile progressive metal. Un’energia sferzante e magica ci rapisce con la sua psichedelia e il suo stile a tratti gotico in 12 minuti di pura alchimia .la voce di Antonio è calda, graffiante e affascinante. Ottima apertura del concept. Amo questo brano. Proseguiamo la storia…
Ristabilitosi visita l’Abbazia di Westminster dove lavorò il suo amato Blake. Quindi comprende che le Cattedrali non sono altro che la rappresentazione simbolica dei poteri di Trasmutazione della Pietra Filosofale per rimanere in tema alchemico. Gothic Church (n.2) che ha un sound spirituale gotico dai caratteri black metal. La voce di Antonio racconta perfettamente la storia tramite anche l’intonazione profonda e corposa del suo cantato imperioso e suadente, le chitarre sono inarrestabili. L’inquietudine di questo brano arriva anche dai cori ecclesiastici presenti. Adesso
Gabriel fa un viaggio negli Stati Uniti in cerca di fortuna discografica e viene ospitato da un vecchio amico, un ex marine di nome Michael Wind che ora è responsabile dell’intelligence, e scopre una nuova terrificante realtà di sperimentazione segreta e militare di studio su alcuni umani che diventano una specie di zombi che compiono atti orribili e di inaudita violenza come in alcuni eclatanti fatti di cronaca nera a causa di un parassita derivato da uno strano fungo (alieno?)o secondo altri da una Peste dei Neuroni nel Cervello chiamata Harbar da alcuni strambi Contattisti e nuovi (falsi) Profeti italiani e Michael gli spiega che esiste un protocollo segreto chiamato CONPLAN 888 (conosciuto anche come “Counter Zombies Dominance”), un piano degli U.S.A. studiato per eventuali attacchi di Zombi (dove Zombi è semplicemente un nome in codice).Vagando nelle strade di New York con Michael, Gabriel è colpito dalle previsioni visionarie e apocalittiche di un predicatore pazzo che Michael gli spiega essere un ex marine di nome John Wood e che ora si fa chiamare Judas Christ e che venne cacciato dalle truppe per le sue strane idee definite folli dal reparto militare dopo aver visto ciò che aveva visto Michael: ora è a capo di una Setta di fanatici fondamentalisti filo Cristiani chiamata “Black Sun Rising” che predice l’avvento dell’Anticristo che per primo condurrà il mondo a un’età oscura finché non giungerà un Nuovo Messia (o Gesù stesso con la sua profetizzata Seconda Venuta) che porterà l’Umanità a una Nuova Era d’Oro dove solo i più puri di cuore sopravvivranno. (Gates of Doom (n.3) oscura e dal sound impenetrabilmente doom metal tutto strumentale/Hell on Earth (Land of the Dead) (n.4) è delineata da una chitarra e batteria sincopate e coinvolgenti. La voce è buia e misteriosa proprio come se descrivesse esattamente il titolo infernale. Il primo atto si va a concludere co questa vicenda: Dopo la visione del film “L’Avvocato del Diavolo” incontra a Los Angeles un nuovo manager chiamato Lou Cypher grazie all’intercessione di Michael e che possiede una label di notevole successo negli States e nel resto del mondo, la Heaven & Hell Records, e conosce nel suo ufficio la sua maggiore star, la ballerina e cantante Pop-Rock Paula Christina Grace in arte Esmeralda (di origine egiziana)che ha degli ipnotici occhi verdi(da qui il suo soprannome artistico di Esmeralda) della quale Gabriel perde la testa e gli sembra di dimenticare l’attaccamento verso Annabel anche se non viene del tutto ricambiato da Esmeralda, ma è solo un’altra illusione e Gabriel decide di rifiutare l’accordo di Cypher per una carriera di successo ma corrotta dopo un sogno nel quale lo strano label manager gli appare come l’Anticristo predetto da Judas Christ che porterà il mondo a Nuova Babilonia, mentre per Esmeralda sente che si rivedranno da qualche altra parte o in un’altra vita. (Garden of Delights(n.5)/Lucifer’s Treasures (n.6) questi due brani che concludono il primo atto sembrano essere suonati come titoli di coda di un bel film. Una più dolce Garden of delights ed una più cattiva e diabolica ovvero Lucifer’s treasure, dove la voce sembra quasi demoniaca.
II atto: Spirito Romantico
Di ritorno dagli States ricorda sul Tamigi i suoi giorni di gloria della sua giovinezza e gli amori della sua vita: Annabel Hope, di cui rammenta i momenti più romantici soprattutto dell’inizio della loro tormentata storia d’Amore, la sua ex-fiamma chiamata Lara Silver, che in fondo non ha mai smesso di amare perché è stato il suo primo grande amore che era ricambiato solo in parte e anche quello più recente erotico per la bella e sensuale Esmeralda, che a suo modo è lo stesso Amore seppur meno profondo. Fissando una splendida Luna Piena in alto immagina un Santuario d’Argento situato sopra il Satellite come un Tempio Interiore dove sono conservati i nostri ricordi, le nostre emozioni e idee più preziose, una sorta di banca dati o software visionario dal quale attingiamo per creare Nuova Arte e nel suo caso Nuova Musica e per questo la Luna esercita un così grande fascino dai tempi più antichi e pensa che forse da lassù qualcuno ci osserva davvero captando le frequenze delle nostre Anime. Silver Sanctum (n.7)
In seguito ha nuovo incontro faccia a faccia con Annabel dopo molti mesi di silenzio e tra le sue braccia con la luna piena alta nel cielo, Annabel, confusa e amareggiata perché sa di amare profondamente il giovane Musicista, confessa di star frequentando un altro uomo come Gabriel sospettava e questo è troppo pesante da sopportare per il giovane Artista e lei decide di interrompere la relazione contro la sua volontà gettando Gabriel nella disperazione dopo tante vane speranze coltivate negli anni con i loro incontri clandestini. A malincuore e con un tensione insopportabile addosso i due si separano, nonostante la stessa Annabel sembri estremamente combattuta tra l’Amore profondo e di anni per Gabriel e questa nuova fiamma per un ragazzo più giovane di Gabriel di cui non dice il nome e che sembra potergli assicurare un sicuro avvenire a lei e alle sue due figlie Pearl & Jade essendo a quanto pare meno sognatore e più concreto e materialista e per questo Gabriel dice di essere pronto a qualsiasi sacrificio per lei che però non ascolta le sue suppliche sapendo di fare del male anche a sé stessa. Gabriel non riesce ad accettare la sua decisione di troncare radicalmente la loro relazione e in preda alla confusione vaga a piedi di notte tra i boschi della Contea del Norfolk dove si perderà in una vera e propria selva oscura senza luci di lampioni e in compagnia di animali notturni minacciosi come lupi e cani, ma con una nuova Fede pregando tra le lacrime e invocando l’aiuto dell’Altissimo riuscirà a ritrovare la strada e tornare sano e salvo a Londra dopo aver trovato una misteriosa fontana dalla quale si sciacqua il volto come a purificarsi dalla paura e ringraziando chi ha udito la sua richiesta d’aiuto. Ricorda ancora gli occhi di Annabel che non ha mai visto così spenti senza la loro Luce Vivida che gli dava Speranza, ma sa che è solo una confusione temporanea, anche se durerà a lungo. In Your Eyes (Emerald Light) (n.8) il mio brano preferito in assoluto saturo di romanticismo, dove il nostro artista è accompagnato magistralmente dalla voce femminile di C. Beltrame. Emozioni e lacrime allo stato puro. Concludiamo raccontando il terzo atto e le sue canzoni.
Atto III: La Visione Mistica
(IMAGICA (An Epic Symphony in 7 Movements) )
Gabriel è tremendamente afflitto per la perdita del suo più caro Amore ( e anche la sua migliore amica) e tenta disperatamente di mettersi in contatto con lei in ogni modo anche attraverso altre conoscenze e parenti di lei, ma trova un muro insormontabile davanti a sé e non fa che peggiorare la situazione portandolo sempre più a un vero e proprio esaurimento nervoso. Tutto sembra privo di significato, compreso il suo amore per l’Arte e la Musica, non si è mai sentito così giù e in alcuni istanti aveva anche meditato il suicidio, ma il suo Spirito è fortunatamente forte e sente anche la presenza dei suoi Spiriti Guida che lo portano in una misteriosa piccola Libreria della periferia di Londra chiamata “Books of ImagiNation” posseduta dall’eccentrico Mark Moore. Qui vede esposto in vetrina un librone intitolato “IMAGICA” scritto da Cliff Baker che compra senza indugio e nel quale si parla di un mondo Magico chiamato IMAJICA suddiviso in 4 Domini dove la Terra è l’ultimo e più esterno e materiale di essi, poiché ogni Dominio è governato dalle 4 Emanazioni o Zoas della Mente Umana che sono: Ragione, Sensazione, Emozione e Immaginazione e quest’ultima risiede nel Primo e più importante Dominio, il più evoluto spiritualmente e dove albergano gli Spiriti più Alti e Dio stesso come Epicentro.Solo attraverso l’uso della nostra Immaginazione o Occhio della Mente/Terzo Occhio si può accedere a questi Domini e Piani Superiori e solo i più grandi Profeti, Visionari, Eccentrici, Santi e Messia nascosti anche tra Artisti, Sciamani, Maghi e Mistici sono stati in grado di accedervi in passato o anche solo averne un barlume e questi sono stati combattuti e diffamati dai membri della loggia segreta e massonica della PRIMA RATIO capeggiata da alcuni importanti Politici, Banchieri, Scienzati, Filosofi, Guru, Massoni e Uomini del Clero materialistici e altri tipi di Atei e servi del Denaro e del Potere e chiamati anche “Maestri di Realtà” che non credono nel Potere dello Spirito e mantengono i Domini separati, mentre i loro avversari, perseguitati perché considerati Eretici e Ribelli, sono stati chiamati in questo mondo nelle varie epoche “Custodi della Verità”, “Demoni Luminosi” e “Dei Umani” e uno di questi è stato lo stesso William Blake che richiama nuovamente il suo protetto Gabriel ad una nuova e decisiva esperienza mistica portandolo a un nuovo stato di trance dove il Peri spirito o Corpo Immaginifico di Gabriel si stacca dal corpo e comincia un viaggio astrale nel mondo Magico di IMAJICA. (Mind’s Eye)
Giunto in questo Mondo Parallelo e nel Dominio dell’Emozione, Gabriel ha una prima Visione e incontra lo Spirito di una bellissima donna bionda che gli viene incontro dalla Chiesa dove ci sono due strani Angeli androgini e gemelli con in mano una chitarra e lei dice di chiamarsi Angelia, il tutto in un mondo Visionario che ricorda il Villaggio e la Chiesa di Saint Endellion (dedicata alla Santa Endelienta che la leggenda racconta essere anche una figlioccia di Re Artù e il cui Spirito pare essere sempre presente nella Chiesa)in cui Gabriel suonò nel Saint Endellion Music Festival in versione acustica, ma tutto l’ambienta e la Chiesa stessa sono corredati da ogni tipo di Simbolo Mistico appartenente a culture differenti. Ha in mano un oggetto magico e luminoso di origine aliena che emana una Luce Dorata con riflessi di tutti i colori dell’Arcobaleno e che gli sembra uno strano mix del Cubo di Lemarchand del film “Hellraiser”che cambia forma e una specie di tecnologico Sacro Graal che sembra aprire nuovi varchi in altre Dimensioni e gli dice di essere una specie di Maestra e Custode di un’Arcana Conoscenza tenuta nascosta a molti degli esseri umani e che proviene anche da altre Dimensioni e lo aiuta a ricordare tappe del suo amore per Annabel che in realtà non è che un riflesso della sua costante Ricerca Interiore e Porta verso una Conoscenza di una Forza più Grande che tutto muove. (The Visionary)
Continuando il suo Viaggio Astrale insieme alla bellissima Angelia, senza soluzione di continuità approda nel Dominio della Sensazione dove giunge in una Foresta Tropicale simile alla Foresta Amazzonica e nella sua mente si susseguono anche flash di un vecchio film del suo amato John Boorman chiamato “The Emerald Forest” perché Angelia gli spiega che ogni opera artistica ispirata in realtà è reale in questo mondo ed è ciò da cui gli Artisti prendono Vera Ispirazione non sapendo da dove vengano le loro Visioni. Qui uno Sciamano indica Gabriel come il Golden One o Riconciliatore che porterà un lontano giorno nel Futuro la Luce tra i Domini e la loro Riconciliazione e per questo motivo si trova in questo mondo ora. Per concludere posso riaffermare ciò che dissi 5 anni fa quando ebbi l’occasione di recensire Golden Metal, ovvero che Antonio Giorgio è un ottimo, capacissimo e talentuoso artista che con la sua visione musicale ci rapisce con le sue opere.
DALYLA
“Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.”
PLATONE
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