martedì 11 settembre 2018

http://giornalemetal.blogspot.com/2017/07/antonio-giorgio-intervista-allartista.html

ANTONIO GIORGIO - Intervista all'Artista

Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?
Innanzitutto ciao a te Maurizio e a tutti lettori di “Giornale Metal”. Il mio debutto discografico ufficiale “Golden Metal (The Quest for the Inner Glory)”è un album molto importante per il sottoscritto perché è un po’ il coronamento di un lungo percorso fatto di demo vari,provini internazionali di un certo livello,partecipazione al Tributo ufficiale dei Virgin Steele e un album autoprodotto di covers che qui appare nel secondo cd bonus della versione digitale dell’album,la “Golden Deluxe Edition”.E’ un concept,ma non nel senso classico del termine,poiché il plot è nato dalle canzoni e non viceversa e da come queste stanno in relazione tra di loro e il leit-motiv come indica il sottotitolo è la “Ricerca della Gloria Interiore”attraverso vari livelli:psicologici,emotivi e anche e soprattutto artistici,poiché il trait d’union è la metafora simbolica delle fasi alchemiche della albedo,nigredo e rubedo che trasformano i metalli vili in metalli nobili fino a giungere al Re dei Metalli che è l’Oro,da cui il mio “Golden Metal”che non solo è in relazione ovvia con il nostro amato genere,ma anche con l’Oro che risiede in tutte le cose dell’Universo e oltre.Quindi ognuno può leggere il tutto sotto una chiave personale e interpretativo del proprio percorso di vita e se vuoi anche “iniziatico”.

Come si è districata la tua formazione da musicista?
Fondamentalmente sono un autodidatta da sempre, ma il mio interesse musicale si è sviluppato molto presto da bambino in modo naturale e istintivo,ho sentito”la Chiamata”(come il breve brano strumentale “The Calling”)in particolare quando andai a vedere “Rocky IV”a 9 anni e sentii qualcosa mutare in me ascoltando quella musica epica e melodicamente forte e piena di emozione.E’ stata una specie di “Illuminazione”! Di lì in poi ho sempre cantato,formato i primi gruppetti e da adolescente il tutto si è ulteriormente acuito grazie alla prima passione per l’Hard Melodico e da classifica tipo Van Halen e Europe,per poi passare a Malmsteen,Queensryche,Black Sabbath etc e anche all’interesse per le grandi bands del Progressive Rock come Genesis e King Crimson.Ho poi ampliato le mie conoscenze musicali stia storiografiche che tecniche,mi sono sempre più interessato al canto e successivamente alla composizione in sé per sé e così sono giunto a nutrire interesse per così tanta musica differente da iniziare a produrre le mie prime composizioni e demo.In tutto questo la mia natura inclinazione al canto e all’interpretazione mi ha portato a provare per varie bands,prima italiche come Heimdall o Icycore,poi per le grandi bands internazionali grazie ad Internet come Lost Horizon,Adagio(ricordo ancora la chiamata di Stephan Fortè e la mia incredulità condivisa con il mio amico/partner Piero Sanacore),Dreamscape,Beyond Twilight,Tad Morose e soprattutto Royal Hunt,Conception e infine Kamelot e Fifth Angel. Non avendo concretizzato nulla, nonostante i complimenti ricevuti anche da importanti produttori come Tommy Newton (Helloween, Ark, Conception, Elegy etc),ho deciso di avviare il mio progetto solista dopo aver tentato di formare una band e “Golden Metal”è il risultato di un processo lungo diversi anni di tentativi e “reincarnazione”del progetto sotto diverse forme. 

Come hai scelto il titolo del disco?
Come detto il titolo si riferisce in primis all’Alchimia che è non a caso “Scienza dei Metalli”e poi al percorso artistico e spirituale,ma ovviamente c’è l’ovvia referenza al nostro genere,un tentativo se vuoi di metterne in luce gli aspetti più nobili e mistici. Il termine Heavy Metal non mi ha mai convinto del tutto perché sembra avere a che fare più con le motociclette o qualche “acciaieria”che con le mille sfumature e colori di questo splendida e importante manifestazione artistica della musica.Come dice Defeis,il Metal è un particolare linguaggio del vocabolario musicale e ha una sua identità e un carattere ben preciso che copre una vasta gamma di vibrazioni e espressioni dell’animo umano,da un grido barbarico e primitivo a qualcosa di più sofisticato e intellettuale.Infatti il “Golden Metal”si prefigge di essere quasi un “NON-GENERE”più che un sottogenere specifico come l’Epic,il Power,il Prog,il Gothic,il Symphonic etc E’ una Visione,una summa di tutto ciò che il Metal ha espresso negli anni e oltre,con occhio di rilievo alla parte più “Nobile”e ovviamente melodica del genere.

A cosa ti ispiri quando componi?
Alla Vita in generale e se vuoi anche a ciò che ci aspetta dopo,che chiamarla Morte forse è anche riduttivo,poiché a morire sembra che sia solo il nostro aspetto corporeo.Anzi credo che l’obiettivo vero di ogni Arte sia proprio quello di prepararci a ciò che viene dopo e quindi la più ispirata è quella metafisica,spirituale,mistica che però non deve perdere di vista il narrare ciò che siamo “Qui & Ora”perché è da questo mondo che possiamo intravedere ciò che sta “Oltre”e già attraverso le cose “terrene”.L’Immaginazione o Visione Spirituale e ciò che deve guidarci in questo complicato ma affascinante “processo”che rende la vita degna di essere vissuta. Quindi nella mia musica ci trovi principalmente questa tensione verso l’Aldilà,ma passando attraverso tutte le ricche esperienze che riguardano la vita emotiva e psicologica e anche fisica dell’Uomo,quindi la Ricerca dell’Amore Vero,del proprio posto nel Mondo etc
Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?
Come detto principalmente questa Volontà di Conoscenza e Trascendenza del Reale e anche di ciò che è normalmente etichettato come “Irreale”,ma che magari ti può svelare più profondamente ciò che sta “Oltre”.La Vera Arte non è mai compiuta e perfetta perché la Perfezione non appartiene a questo mondo,quindi essa deve suggerirti qualcosa che vibra in lontananza,da “Altri Piani”o Dimensioni dell’Esistenza.Penso che “Golden Metal”possa davvero portare l’ascoltatore,se intimamente coinvolto,su questi “Altri Piani”,è un Viaggio nelle profondità dell’Io Collettivo e Individuale,un Percorso Iniziatico che può portare davvero a trovare”L’Oro alla fine dell’Arcobaleno”come si vede nella copertina e nel lavoro grafico dell’album.Il Cavaliere è di spalle perché ognuno si può impersonificare in esso come “Colui che Cerca”e come si dice”Chi cerca Trova”. 
Come nasce un tuo pezzo?
Dipende,a volte canticchiando per strada nel mezzo di qualche lunga e solitaria passeggiata notturna(anche Beethoven componeva in questo modo),a volte provando dei “licks”di chitarra,altre volte immaginando riff e melodie o dopo aver letto/visto qualcosa. Non c’è una regola,l’Ispirazione è l’unica regola d’oro.Ho attraverso periodi di grandissima e ricca ispirazione e altri di totale assenza di essa,non credo alla musica composta a tavolino e progammata/progammatrica,alla lunga si sente che un album è artefatto e non genuino.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Sarà scontato,ma tutti i brani per me sono importanti perché ho cercato di fare un album nel quale non ci fosse un brano più bello e importante dell’altro,ogni brano e segmento ha il suo perché in quella determinata parte dell’album,non ci sono riempitivi e il bello è che la scelta finale della scaletta è stata cambiata più volte,ma alla fine mi sembra che questa finale sia la più giusta e equa per l’importanza di ogni brano.Certo”Golden Metal” è qualcosa di speciale perché è la title-track e perché è una specie di manifesto/inno della mia musica e visione artistica ed è diversa dal resto delle songs essendo più un brano dal sapore nettamente epico,può essere sia l’incipit che la chiusura del cerchio dell’album che ha appunto una struttura “circolare”sia come song in sé per sé che come parte del concept,perché termina con la sottoparte”The Eternal Quest”che si riallaccia al finale del plot narrativo.Sembra per certi versi slegata dal concept,ma in realtà ne rappresenta il punto focale.
Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?
Come detto l’Hard Melodico e tipicamente anni ottanta è stato il mio primo amore e la mia prima folgorazione e quindi cito i vari Van Halen, Shadow King, Lou Gramm, Europe, Survivor, Triumph, Baton Rouge, Lion, Bonfire, Scorpions e in seguito Ten, poi il Metal Classico di Black Sabbath, Dio, Ozzy, Alice Cooper, Iron Maiden, Judas Priest etc,quindi il Progressive Metal di Queensryche, Dream Theater, Fates Warning, Conception, Vanden Plas, Elegy, Rush, Kansas e compagnia bella, specie negli anni novanta, il neo-classico di Malmsteen, Macalpine, Royal Hunt, Symphony X e infine il Power/Gothic/Symphonic di Kamelot, Nightwish, Epica e molti altri.Ma probabilmente è l’Epic Metal dei Virgin Steele che mi ha definitivamente conquistato,in particolare del periodo “d’oro”dei due Marriage,del barbarico”Invictus”e dei due “House of Atreus” e anche quello di bands più doomy come Candlemass e Manilla Road o l’epic melodic dei mitici Fifth Angel e degli oscuri Warlord di Bill Tsamis. Ma a parte il Metal che come sai è infinito e vasto nei suoi mille sottogeneri e tutti degni d’interesse,anche i più “estremi”,è anche la musica da film cult che adoro come Goblin, John Carpenter, Danny Elfman o Vangelis e ovviamente la grande Classica soprattutto Romantica dei vari Beethoven, Wagner, Mahler, Chopin, Liszt etc e il Rock Progressivo dei vari King Crimson, Yes, Jehtro Tull, ELP, Genesis,Van der Graaf Generator, Atomic Rooster etc Ma credo che ogni genere se fatto con cuore,onestà e immaginazione sia degno d’interesse.
Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 
Non voglio svelare troppo,anche perché potrei smentirmi,ma sto già lavorando al nuovo album che comprende anche del materiale lasciato fuori per forza di cose da “Golden Metal”e per l’occasione mi sono già circondato di nuovi musicisti e della line-up di”GM” è rimasto solo il bravissimo e virtuoso Luca Gagnoni,ragazzo davvero di grande talento e per il quale sono pronto a scommettere un futuro più che roseo.Ed è endorser guarda caso della Gold Music!Aspettatevi qualcosa di speciale!!!
Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  
Magari! Il fatto è che essendo un mio progetto e quindi solista,è tutto più complicato.  Per ora ci concentriamo sulla prossima e decisiva prova discografica per la quale potrei assumere il nuovo monicker Antonio Giorgio’s GOLDEN METAL,quindi più da band, e se le cose vanno come devono andare credo proprio che mi ritroverete sui palchi italici e oltre.Lo spero davvero.
Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?
Nel complesso in netta crescita rispetto a qualche decennio fa e davvero in forma,ma allo stesso tempo noto un certo appiattimento di produzioni e suoni.Purtroppo la qualità artistica a volte latita,al di là del buon suono che oggi non è così difficile ottenere spendendo qualche euro in più con i produttori più in voga.Sono convinto che se le songs sono valide esse vanno e superano il bel suono,d’altronde se guardiamo ai grandi Classici non è che avessero questo grande suono e la perfezione ovviamente “digitalizzata”che va in voga oggi.Lo stesso Mike Oldfield che ha prodotto lo splendido sequel di “Ommadawn”ha lasciato appositamente certe piccole imperfezioni per rendere il tutto più vero,onesto e genuino.Consiglio alle giovani leve di cercare più lo scivere il grande brano e il grande album,più che la perfezione e la pulizia dei suoni che soffocano il risultato finale e rendono tutto più piatto e omologato.
Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?
L’uno è l’altra!In passato non vi era questo triste fenomeno degli Haters e Cyberbulli perché chi comprava il giornale e la rivista specializzata leggeva e stop,finiva lì,non si andava a fare la “contro-recensione”fingendo di essere tutti esperti e super-conoscitori della Musica.Purtroppo questo è uno degli aspetti più odiosi dell’essere Artista oggi,bisogna corazzarsi e fregarsene o anche combattere contro chi cerca di scoraggiare soprattutto le nuove leve e chi cerca di fare qualcosa di unico e originale e non tutti ne sono capaci e credo che siano anche in molti a soccombere per questo.Stimo moltissimo uno come Geoff Tate che ha mostrato di saper fronteggiare la marea di critiche e anche insulti ingiustificati e dozzinali ricevuti per le sue coraggiose e impopolari scelte artistiche ed è sorprendente come incida per la Frontiers che di solito fa albums piuttosto fatti a tavolino come si suol dire.Per il resto Internet è stato molto utile per fare cose impensabili in tempi in cui non esisteva come il partecipare al Tributo ai Virgin Steele,avvenuto grazie all’invito di Matthew Knight degli Eternal Winter e tramite l’avermi ascoltato su myspace e youtube.Anche i vari provini sono stati possibili grazie ad Internet.Però nel complesso rimpiango i tempi in cui la musica era qualcosa di prezioso e dovevi acquistarla per poterne usufruire e l’ascoltavi nel tuo Hi-Fi e non in streaming o in mp3.Ma purtroppo i tempi cambiano e non possiamo farci niente,l’intelligenza è nell’adeguarsi in parte ad essi senza esserne schiavi. 

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?
Credo che fare Metal è come sentirsi a casa,trovare la propria comunità di appartenenza per quanto spesso mi sento lontanissimo da essa e da suoi rozzi o grossolani cliché.Per questo ho creato una mia “abitazione”personale dove mettere quello che davvero che mi piace e mi ha conquistato negli anni,il “Golden Metal”è Metal,ma nel senso che intendevano i musicisti più ispirati di qualche tempo fa,ossia un genere nel quale inserire tutto ciò che si vuole,un po’ come il Prog degli inizi prima che si”dogmatizzasse”in un qualcosa di definito e standardizzato.Il Metal per me è INCLUSIVO non esclusivo. Quindi si,credo che il mio talento si senta più che valorizzato in questa concezione ampia e aperta del Metal.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?
David Defeis senz’altro!Lui per me è una specie di mentore e ha anche seguito le varie fasi di “Golden Metal”e presto gli manderò la sua copia negli States nel quartier generale dei Virgin Steele a New York.Di fatto avevo interpellato anche lui come produttore oltre che Roy Z(Bruce Dickinson,Judas Priest,Helloween etc)e Sascha Paeth(Kamelot,Angra, Rhapsody,Avantasia etc),ma alla fine,anche per denaro e per tempi più stretti,ho deciso di produrre io stesso il tutto con il batterista e il tastierista dei Fogalord.Mi piace il suono di”GM”,molto vero e genuino,quasi “live”,ma non tutto è filato liscio e credo che per il futuro tutto possa succedere.Tra gli altri mi piacerebbe fare qualcosa con Andrè Andersen dei Royal Hunt con il quale sono rimasto in contatto dopo il provino con i RH,specie per il suo prossimo lavoro solista o anche qualche duetto con qualche singer per me speciale come Roy Khan o Geoff Tate o anche Gary Hughes dei Ten,altra opzione tra i produttori che ho contattato per “GM”.Ovviamente sono aperto ad ogni nuova offerta e possibilità futura,sono un songwriter ma anche e soprattutto un singer/attore.

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Certo!Grazie a te Maurizio per questa lunga e bella intervista,molto stimolante come domande e questioni attuali, passate e future. Saluto voi lettori di fede metallica di “Giornale Metal”che manco a dirlo ha le stesse iniziali di “Golden Metal”! Vi invito a dare un ascolto a “Golden Metal”sui vari canali da youtube a bandcamp o souncloud e ricordo sempre che l’acquisto del digipack è tutt’altra cosa rispetto allo scaricare l’album,sia per la qualità audio che per la curatissima veste grafica e lirica.E’ come andare all’Opera senza leggere il libretto,quindi un ascolto a metà. Per il resto “Stay Gold & stay Metal!!!”Rimanete sintonizzati!!!!
Maurizio Mazzarella


 INTERVISTA A CURA DI MAURIZIO DE PAOLA (ROCK HARD SETTEMBRE 2017)
VERSIONE INTEGRALE
1 – Questo progetto Golden Metal è nato molto tempo fa. puoi dirci come si è sviluppato ed evoluto in questi anni prima di arrivare alla sua realizzazione?
Prima di tutto saluto te Maurizio e tutti i lettori di”Rock Hard”.In effetti come tu stesso hai anticipato,la genesi dell’album è stata piuttosto lunga e ha avuto varie incarnazioni.Era partito come un progetto da band,ma poi si è trasformato in progetto solista perché credo che alla fine un titolo come “Golden Metal”e tutto quello che c’è dietro come “filosofia”non poteva che venir fuori come prodotto “d’autore”. Per strada ho perso vari musicisti e incontrato altri nuovi e la cosa continua tutt’ora per la preparazione del prossimo album.Ad ogni modo ogni musicista che ha partecipato all’album ha dato il suo contributo significativo lasciando il suo marchio personale,alla fine è un lavoro di squadra con me come regista e supervisore del tutto oltre che autore di tutti i brani.
2 – Il progetto è un concept ispirato alla filosofia alchemica di realizzazione e trasformazione interiore. Perché questo interesse? E come hai suddiviso all'interno del disco le fasi nel nigredo,albedo e rubedo?
Vorrei precisare che l’aspetto”alchemico”per quanto importante non è il vero motore principale del tutto.L’ho usato come aspetto simbolico/filosofico per far intendere come in effetti chi sbeffeggia o ironizza con malevolenza su questo genere “sacro”che è il Metal(preferisco usare il solo sostantivo Metal senza aggettivi che sono sempre soggettivi come il mio”Golden”d’altronde)non sia altro che un povero mentecatto,perché grandi poeti e pensatori come Blake o anche mistici come Yogananda hanno più volte lodato le qualità”nobili”del Metallo che è simbolo di Bellezza,Potenza e Conoscenza. L’Alchimia è “Scienza dei Metalli”è quindi già da questo s’intende come il Metallo è più che nobilitato a forma di studio e conoscenza.L’obiettivo dell’Alchimia è quello di giungere all’Oro dopo varie fasi di trasmutazione dei metalli vili in nobili,quindi in sostanza il mio”Golden Metal”è anche un modo per capire come io stesso abbia cercato di trasformare tutto ciò che ho assimilato di nobile o meno del Metal e oltre,in un qualcosa di nuovo e spero”dorato”.Quindi i vari sottogeneri del Metal che si odono nelle canzoni una diversa dall’altra,rappresentano proprio le varie fasi di nigredo,rubedo e albedo (senza ordine ben preciso).IL Metal è musica per tutti e per nessuno per dirla alla Nietzsche.

3 – Quali sono i personaggi principali del concept? come ti sei immedesimato vocalmente in loro?
Il personaggio principale è il musicista/artista Gabriel Raven,che è alla ricerca delle verità più importanti dell’esistenza ma anche del giusto riconoscimento artistico e dell’equilibrio nella vita sentimentale.Il concept(nato dalle canzoni e non viceversa come è solito)ruota attorno a questa sua ricerca spirituale che si svolge in un mondo immateriale e immaginifico nel quale “precipita”dopo aver varcato la “soglia”che separa il mondo reale da esso attraverso un cimitero abbandonato con cattedrale annessa. In questo mondo incontra il suo mentore artistico William Blake che fa da “Virgilio”attraverso le varie  tappe che si svolgono tra passato,presente e futuro incontrando altri artisti e pensatori come Rossetti e Marx,fugure mitiche come la Signora con la Falce e addirittura il leggendario Ermete Trismegisto.In tutto questo fa eco la presenza/assenza dell’amata di Gabriel Annabel Hope,personaggio chiave e “aureo”.Ho interpretato ogni personaggio perché questo è un album Metal e non un’Opera o un Musical e quindi è stata un’ulteriore sfida,anche vocale e interpretativa.

4 – L’album è stato suonato da molti ospiti. Come hai diviso con loro la fase compositiva? Hai fatto tutto da solo dal punto di vista della scrittura oppure è stato determinante anche il contributo degli altri?
In effetti mettere insieme tanti musicisti non è stato per niente facile,ma credo abbia giovato alla ricchezza di stili e al carattere eterogeneo dell’album che come detto tocca diversi sottogeneri del Metal e altro.Però è stato di grande aiuto compositivo l’apporto chitarristico di Enrico Di Marco,con il quale il progetto ha ripreso vita dopo un periodo di ricerca di nuovi musicisti.In passato mi avevano aiutato due tastieristi,ma alla fine le songs sono state tutte elaborate e rielaborate da me medesimo.
5 – Musicalmente, i principali riferimenti sonori sembrano essere l’heavy rock di Dio e Black Sabbath degli anni ottanta, misti al moderno power-epic (Forever We Are One, The Reaper). Sei d’accordo? Come definiresti il sound generale del disco?
Non posso proprio darti torto caro Maurizio! In effetti sono un grande amante di Tony Iommi in particolare per quanto concerne il lato chitarristico e compositivo,perché lo trovo un chitarrista creativo e che bada al sodo,non si perde in divagazioni virtuosistiche e fini a sé stesse come chitarristi magari più preparati.E poi amo la sua versatilità,cosa fondamentale per non annoiare e essere più imprevedibili.E poi Iommi è il vero creatore della nostra amata musica!!! Direi di aver combinato il suono e l’architettura iommiana a cose appunto più moderne come dici come l’Epic Metal di David Defeis e dei suoi Virgin Steele e qualcosa di più prog alla Dream Theater(ma senza avventurarmi in brani ultra-complessi)e volendo anche più Melodic alla Fifth Angel e Power/Symphonic alla Kamelot Khan-era.  Per il concept non posso poi dimenticare il grande Paul O’Neill.Ma c’è anche altro e il tutto è appunto ”Golden Metal” che come dice Ermete Trismegisto nella Tavola Smeraldina:”Com’è in Alto così in Basso”.

6 – Come mai hai deciso di inserire un cd bonus di cover all’abum? Con quali criteri le hai scelte?
Il cd bonus che è presente solo nella versione digitale denominata”Golden Deluxe Edition”(ci sono altri extra)è un regalo per chi compra questa versione,un modo per mostrare il mio lato di semplice attore e interprete,perché in effetti io nasco in primis come singer e poi come songwriter,il che è stato possibile proprio grazie al mio amore per certi compositori e certe bands.Poi ci sono anche songs che ho registrato per audizioni per me molto importanti come Kamelot & Conception.,le bands di Roy Khan,di sicuro una delle mie più grandi influenze vocali e non solo.C’è anche la song(“I Will Come for You”) registrata per il Tributo ai Virgin Steele uscito negli States e le altre songs sono state fatte per il puro piacere di farlo.Sono songs Metal che reputo in qualche modo”dorate”.
7 – Quali sono stati i cantanti del passato che ti hanno influenzato ed ispirato di più?
Come detto Roy Khan è tra i più importanti per vari motivi anche extra-musicali,poi direi Tony Martin che è stato il mio primo contatto di un certo peso grazie a Giuntini e Mollo,quindi gente come Geoff Tate per la tecnica e l’espressività,David Defeis per il carisma e l’estro,Ronnie James Dio per la sua passione e carica emotiva/poetica,Bruce Dickinson per la capacità di evolversi e la dinamicità teatrale dal vivo e l’elenco potrebbe continuare all’infinito.L’importante per me è sperare di aver trovato una mia cifra stilistica che però non deve essere ingabbiata in un qualcosa di prestabilito.Evolve come evolvo io come persona e artista.

8 – In passato, hai sostenuto diverse audizioni per unirti ad alcuni gruppi internazionali come Kamelot, Royal Hunt e Concpetion. Qual è stata quella a cui sei stato più vicino all'ingresso in pianta stabile?
Senza dubbio l’audizione per il combo di Tampa,per i quali ho registrato ben quattro brani presenti nel cd bonus.E’ stata un po’ come il culmine delle mie esperienze in tal senso,partite in sordina per il gusto di mettermi in discussione nel 2006 con gli svedesi Lost Horizon.Per i Royal Hunt già mi sembrava il massimo,ma poi c’è stato un “preludio”con i Conception,l’altra ex-band di Khan e mai avrei pensato che subito dopo potesse succedere che il singer norvegese abbandonasse all’improvviso la band americana all’epoca(2010)al culmine della sua popolarità.E come sai la vita è imprevedibile e così mi sono trovato ad accarezzare l’ide di poter rimpiazzare un singer che all’epoca era così importante per il sottoscritto.Tra l’altro avevano come rimpiazzo live temporaneo Fabio Lione e la cosa lasciava ben sperare che  tendessero verso la scelta di un altro italiano.Ma alla fine è andata com’è andata e hanno scelto un singer scandinavo come Khan ma che purtroppo secondo me,in tutta onestà,non è all’altezza del suo predecessore e mi sembra un po’ forzato in quel ruolo,ma magari si troverà meglio in futuro o potrebbe tornare Khan stesso.Tutto è possibile,il futuro è sempre un’incognita.                                                                                                     
Ti ringrazio della bella e stimolante intervista Maurizio,ti auguro una buon fine estate e a risentirci presto spero!

martedì 22 agosto 2017

Antonio Giorgio's GOLDEN METAL(The Quest for the Inner Glory) -(Andromeda Relix/AGM Productions/GT Music 2017)



Un'intro di chiaro stampo maideniano ci introduce nei territori visionari del progetto artistico di questi dodici vicende sonore che vanno ad alimentare la fiamma letteraria della scuola ritmica che ha visto le gesta  di diverse eccellenze delle geografie epiche, come le risposte statunitensi di VIRGIN STEELE in “Lost & Lonely (Desperate Days)” o in "Forever We Are One" .

Ma tante sono le strutture sonore che sorreggonol'impalcatura sonora di questo GMTQFTIG come il power dei teutonici BLIND GUARDIAN, o le oscurità sonore della congrega di Birmingham dei BLACK SABBATH con “The Reaper”.

Il voyage continua con altre eccellenze sonore che si materializzano in questo percorso, come i metalprogressers QUEENSRŸCHE che si annidano tra i solchi di questo lavoro.

Tale produzione, oltre alle citazioni musicali esposte, annovera anche quelle letterarie, come ad esempio i riferimenti a William Blake, vedi la triade letteraria di "The Vision", "The Calling" e "The Voyce Of The Prophet" che ha il suo headquarter in una oscura Londinium che riecheggiale atmosfere di Edgar Allan Poe come le sonorità sopra menzionate del nero alato in "The Reaper".

In tale produzione non disdegnano gli aspetti visivi contenuti nella ricca veste grafica del booklet, come alcuni richiami illustravi di Gustave Doré che vanno ad impreziosire il prodotto realizzato dall'ideatore irpino Antonio Giorgio.
Gianni Aiello


Track-list:
1.Golden Metal 2.Lost & Lonely (Desperate Days) 3.The Vision 4.The Calling 5.The Voice Of The Prophet 6.The Eternal Rebellion 7.Luminous Demons 8.Keeper Of Truth 9.The Reaper 10.Forever We Are One 11.Et In Arcadia Ego Suite:
Part I -The Quickening (Golden Ages)
Part II – Human Gods
Part III – The Emerald Table (As Above So Below) 12.Alone Again

 http://hurlantmilitia.wixsite.com/hurlantmilitia/single-post/2017/08/15/ANTONIO-GIORGIO-Golden-MetalThe-Quest-For-the-Inner-Glory-Andromeda-Relics2017






lunedì 10 luglio 2017

Antonio Giorgio's GOLDEN METAL (The Quest for the Inner Glory)


Antonio Giorgio è un artista proveniente dalla splendida Campania. Con questo suo interessante progetto l’artista irpino non nasconde la propria ambizione nel definirlo Golden Metal. Tra l’altro l’album si intitola proprio così. Ha una visione epica e quasi mistica della musica che compone. Strutturalmente questo disco si può tranquillamente definire come un grande e sontuoso epic metal come non se ne sentiva da parecchio tempo a questa parte. Tutto è stato curato nei minimi particolari, fin dalla stupenda copertina, molto fantasiosa e sognante. La musica, che poi è quella che conta più di tutto, risulta essere di classe. I brani trasudano epicità da ogni lato, melodie sontuose accompagnate da robuste e granitiche chitarre, tanto care al metal che risiede dentro questo artista tutto da scoprire. La sua personale visione lo porta vicinissimo a lidi già toccati da band come Virgin Steele, Kamelot tanto per citarne alcune.


Non è certo cosa da poco, anche perché riesce nell’intento di mantenere una certa personalità, grazie ad una struttura abbastanza robusta delle canzoni che sostenute da cori ora imponenti, ora in penombra, oltre ad avere un delle parti vocali degne del genere proposto. I brani sono strutturati poi per seguir il suo concept narrativo, di cui consigliamo vivamente di prendere visione e ascolto. Un concentrato di pura classe, potenza e pomposità, infarcita da grandi melodie. Partendo dall’iniziale Golden Metal che inizia con riffing in pieno Virgin Steele, andando a scomodare proprio per fare un piccolo paragone album sacri quali The Marriage Of Heaven And Hell della band di De Feis. La voce potente e melodica quando serve di Antonio si scaglia su un tappeto sonoro efficace nel dare emozioni che faranno la gioia di tutti gli amanti del puro metal battagliero. Ogni singola canzone brilla di luce a sé. Non possiamo che elogiare anche la riproposizione di un brano dei Dokken, Alone Again, rifatta in chiave decisamente epic. Inutile stare qui a scrivere di ogni brano, non ci sono cadute di tono. Lavoro decisamente eccezionale nel suo genere. 



Sandro Lo Castro



mercoledì 28 giugno 2017

ANTONIO GIORGIO – Golden Metal: The Quest For The Inner Glory Andromeda Relix Distribuzione: GT Music Genere: Symphonic Power Metal Supporto: cd – 2017







Antonio Giorgio è un giovane cantante campano, e anche compositore. La passione per il Metal, le tematiche epiche, l’AOR, ed il Progressive Rock, lo portano a concepire un album d’ esordio decisamente ambizioso e dalle forti emozioni. Non spaventi tutto questo insieme di generi, non ne scaturisce un polpettone pesante, bensì un viaggio sonoro denominato dallo stesso artista “Golden Metal”. Giorgio si fa accompagnare in questo lavoro da musicisti provenienti dal modenese con membri delle band Fogalord, Blue Rose e Astral Domine.
L’artwork cartonato e ben realizzato dal grafico e musicista Jahn Carlini dei Great Master, indirizza l’acquirente sulla caratteristica della musica che si va ad approcciare, gli amanti di Virgin Steele,   Kamelot, Angra e Royal Hunt hanno quindi di che godere. La confezione contiene anche un libretto esaustivo nei confronti dei testi scritti da Giorgio stesso e cantati in lingua inglese.
Ci attendono dodici tracce di Symphonic Power Metal raffinato anni ’90 e ’00’ con sprazzi di Prog e molto altro ad iniziare dalla title track “Golden Metal”. Chitarra subito in evidenza ed enfasi già nell’aria, un breve intro per partire immediatamente. Il ritornello ricorda quello di band Metal storiche relegate agli anni ’80 ed è un piacere da cantare a squarciagola. Un arpeggio di chitarra inizia “Lost & Lonely”, inevitabile l’accostamento con i Queensryche più intimisti, grazie anche all’uso della voce di Giorgio. In “The Vision” sono le tastiere dell’organo ad approcciare con maestosità il brano, il quale si articola nel suo procedere in differenti punti del Metal e del sinfonico. Appena quaranta secondi di quiete in un frangente intimo dal titolo “The Calling” che accompagna l’ascolto a “The Voice Of the Prophet Beyond Heaven & Hell ”, per capire che c’è molta carne al fuoco, sicuramente uno dei momenti più alti del disco.
L’Antonio Giorgio più muscoloso esce in “Luminous Demons” anche se la melodia è sempre trattata con rispetto. Si frequentano ambienti sognanti all’inizio di “Keeper Of Truth”, per poi tornare al Metal Gold classico al quale oramai siamo avvezzi. “The Reaper” è un altro dei brani che prediligo, più cadenzato e funereo vista anche la tematica delle liriche, infatti il titolo suggerisce. Segue “Forever We Are One”, e come in un film all’ascolto del brano scorrono nella nostra fantasia immagini fra l’epico e l’onirico. E’ poi la volta della suite “Et In Arcadia Ego” suddivisa in tre momenti. Qui Giorgio mette in mostra tutte le caratteristiche di compositore, relegando l’ascoltatore a spettatore, questo quando la musica dice più di mille parole ed immagini.
Questa lunga cavalcata sonora si chiude con “Alone Again”, canzone tendente alla ballata. Un disco che sicuramente va consigliato a tutti gli amanti di queste tematiche, ma anche a chi per la prima volta si vuole approcciare ad un certo tipo di Metal.
Esiste anche una versione digitale del disco dal nome “Golden Deluxe Edition”, con il cd regolare contenente due bonus track, un intero cd bonus, con ben 12 cover personalizzate di giganti del Metal come Black Sabbath, Queensryche, Dream Theater,Kamelot, Virgin Steele, Bruce Dickinson e Conception ed altre due bonus track scritte da Antonio Giorgio per un totale di 28 brani per quasi 160 minuti!
Che dire, lasciamoci caricare da questa devastante energia!                              Max S

 











TOP ALBUM!!! 5 Stelle su 5! Antonio Giorgio Golden Metal: the Quest for the Inner Glory

Andromeda Relix & AGM Productions present:
Un titolo molto orgoglioso, quello che il cantautore Antonio Giorgio ha scelto per questo suo ottimo se non entusiasmante esordio. Si tratta di un concept epico, fiabesco e visionario, che trasporta chi lo ascolta in un mondo fantastico, diverso e migliore rispetto al nostro: un metal regale e colmo di passione, contrassegnato da euforia e melancolia, con atmosfere magiche e misteriose, melodiche e insieme misticheggianti – ricordate i Judas Priest di Point of Entry e i Saxon di Power & the Glory? – che fa risaltare la versatilità davvero unica di Giorgio, tanto come songwriter quanto come vocalist dalla vena immaginifica e sognante.
Duro e romantico, nel medesimo tempo, Golden Metal è fatto per chi ama Virgin Steele, Kamelot, Black Sabbath, Queensryche, Dream Theater, Fifth Angel, Ten, Dio e Dokken, nonché certa NWOBHM.
Collaborano tra l’altro al disco membri di Fogalord, Astral Domine e Blue Rose.
Confezione ed elaborazione grafica sono poi a dir poco meravigliose. E’ musica sontuosa e soprattutto sentita, lontanissima da sterili virtuosismi, con echi dark, passaggi cinematografici e suoni cristallini alla Shadow Gallery. Fondamentale, inoltre, pare il contributo di tastiere davvero imponenti.
Un debutto grandioso, per questo artista interessantissimo e assolutamente da seguire; un disco realmente ‘aureo’, nettamente superiore a tante iper-produzioni di band più note o già affermate. Letteralmente meravigliosa e adattissima alla musica di Giorgio la grafica.
Davide Arecco
Anno di pubblicazione: 2017
Genere: Epic Metal
Label: Andromeda Relix

ANTONIO GIORGIO – GOLDEN METAL-THE QUEST FOR THE INNER GLORY -85/100 -UN'OPERA MASTODONTICA CHE MERITA L'ATTENZIONE DEGLI AMANTI DEL METAL CLASSICO E SINFONICO, UN LAVORO TUTTO ITALIANO CHE CONFERMA L' OTTIMA FORMA DELLA SCENA NAZIONALE IN QUESTO AMBITO.

Le proposte della Andromeda Relix sono all’insegna della qualità e della varietà di stili, che vanno dal rock blues, all’hard rock, dal progressive all’heavy metal classico, e non è una novità in un panorama odierno in cui le case discografiche sono sempre meno specializzate e più aperte alle varie sfumature che compongono il variegato universo del rock.
In questo contesto si piazza una delle ultime uscite della label italiana, ovvero l’album d’esordio del compositore e musicista Antonio Giorgio, con un lavoro incentrato su sonorità metal classiche: Golden Metal – The Quest For The Inner Glory è infatti un concept epic/fantasy nel quale si alternano heavy metal, power, progressive andando a formare il golden metal, appellativo forgiato dallo stesso musicista.
Il mastodontico lavoro vede Antonio Giorgio aiutato da vari musicisti della scena nostrana facenti parte di ottime realtà come Fogalord, Astral Domine e Blue Rose.
Golden Metal introduce l’ascoltatore nel mondo epico e cavalleresco di Giorgio del quale, fin dalle prime note, si evince un amore profondo per i Virgin Steele, gruppo che musicalmente fa da padrino alle sontuose note create dal nostro, mentre le sei corde lampeggiano nel cielo come lampi metallici, lanciate in solos epici (The Voice Of The Prophet) e le tastiere ricamano arabeschi, ora barocchi, ora elegantemente sinfonici.
Le ritmiche passano da veloci cavalcate heavy/power (Luminous Demons) a potenti mid tempo sabbathiani era Dio/Tony Martin (The Reaper) mentre i tasti d’avorio sono protagoniste nella bellissima Forever We Are One, brano alle entusiasmanti reminiscenze della band di DeFeis.
Il golden metal continua a regalare ottima musica metallica, a tratti raffinata, epica e non priva di quei cliché, magari abusati, ma che non mancano di inorgoglire i defenders più accaniti, in brodo di giuggiole all’ascolto di Et In Arcadia Ego Suite, brano epico sinfonico molto suggestivo.
Non solo Virgin Steele, tra le note di Golden Metal-The Quest For The Inner Glory troverete accenni ad una buona fetta dei gruppi che hanno fatto la storia del genere, non solo icone degli anni ottanta (Black Sabbath) ma realtà classiche consolidate negli ultimi decenni come Kamelot e Royal Hunt.
L’album è accompagnato da un sontuoso digipack, mentre la versione digitale contiene un bonus cd con una dozzina di cover (Black Sabbath, Queensryche, Dream Theater, Kamelot, Virgin Steele tra gli altri) e un paio di brani inediti scritti da Antonio Giorgio.
Un’opera mastodontica che merita l’attenzione degli amanti del metal classico e sinfonico, un lavoro tutto italiano che conferma l’ ottima forma della scena nazionale in questo ambito, da avere!


TRACKLIST
1.Golden Metal
2.Lost & Lonely (Desperate Days)
3.The Vision
4.The Calling
5.The Voice Of The Prophet
6.The Eternal Rebellion
7.Luminous Demons
8.Keeper Of Truth
9.The Reaper
10.Forever We Are One
11.Et In Arcadia Ego Suite: Part I -The Quickening (Golden Ages) Part II – Human Gods Part III – The Emerald Table (As Above So Below)
12.Alone Again
LINE-UP
Antonio Giorgio
Dany All
Giuseppe Lombardo
Nicolò Bernini
Stefano Paolini
Luca Gagnoni
Riccardo Scaramelli
Mattia Bulgarelli
Enrico Di Marco


Pubblicato il 06/05/2017 alle 11:15:46 Antonio Giorgio – Golden Metal – The Quest For The Inner Glory (Andromeda Relix/GT Music, 2017) di Beatrice Bonato

http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=35655&sz=4




Antonio Giorgio, è un'artista campano che da anni si muove nel sottobosco metal, con la convinzione di aver forgiato un proprio stile: il golden metal, Ma non mancano il prog, il dark e il power, in una miscela originale.

È sufficiente ammirare la splendida confezione di “Golden Metal” per intuirne i contenuti. Ogni disegno, ogni figura, ogni particolare, rimanda ad un immaginario fantasy. L’album è un concept, che poggia su sonorità epic metal, con rimandi ai grandi del genere da Virgin Steele a Warlord a Royal Hunt.

Le canzoni si susseguono con un ordine narrativo, che ha nel refrain di “Golden Metal”,, nell’ascesa melodica di “Lost & Lonely”, nelle fughe strumentali di “Beyond Heaven & Hell”, suite dall’impatto magniloquente, divisa in tre capitoli, le porzioni migliori. Anche se nessun frammento del disco è superfluo, pur nella sua complessità sonora espositiva. Persino l’ottimo rifacimento di “Alone Again” dei Dokken, che stilisticamente potrebbe sembrare fuori luogo, trova qui una sua logica collocazione. 

Melodie imponenti, parti vocali sfarzose supportate da cori, ora candidi, ora solidi, sono alla base di una scrittura fluida, che rendono “Golden Metal”, un lavoro che restituisce valore al concetto di epic metal, pur nella personale visione dell’autore.

Ad accompagnare il titolare, voce potente e vellutata, capace di emozionare, ci sono numerosi e validi musicisti ospiti. Antonio Giorgio, ha dichiarato che sta lavorando per approntare una live band. Noi lo speriamo. Intanto ci gustiamo questo splendido affresco di epic, pardon, golden metal: sontuosa e trascinante testimonianza di un suono che gli amanti di Virgin Steele, Dio. Kamelot e Royal Hunt, non potranno trascurare.

Eccellente!